Una sessione invernale di calciomercato da dodici operazioni complessive, equamente suddivise tra entrate e uscite; una sessione invernale che verrà ricordata come quella delle grandi plusvalenze, due in particolar modo, concluse peraltro senza rinunciare all’apporto dei calciatori in questione, quantomeno fino al termine della stagione attualmente in corso: se il momento vissuto sul campo del Team Altamura è probabilmente il migliore dall’approdo tra i professionisti in avanti, con la compagine biancorossa penetrata in piena zona playoff dopo la bella e importante vittoria conquistata a Trapani nello scorso weekend, anche quello vissuto fuori dal rettangolo verde ha tantissime cose liete racchiuse al suo interno.
Il riferimento, come detto, è per quanto accaduto in sede di trattative, a gennaio ma anche prima, pescando dall’elenco degli svincolati: alla corte di mister Mangia sono arrivati un nuovo portiere, Alastra dal Potenza, un difensore come Fantoni dal Vicenza, un laterale come Falasca dalla Casertana e due uomini offensivi come Millico dal Casarano e Suazo dal Monastir. Cinque volti nuovi ai quali va aggiunto quello di Tobia Mogentale che nuovo non lo è, avendo egli militato in terra murgiana già nella prima parte di stagione, ma che in queste settimane si è legato ad Altamura a titolo definitivo e non più semplicemente in prestito come prima.
Capitolo cessioni, qui a prendersi la scena sono le due già citate plusvalenze: capitan Enrico Silletti e Chec Bebel Doumbia sono rispettivamente divenuti due nuovi calciatori del Padova e del Genoa, club che hanno acquisito le loro prestazioni dando però al Team Altamura la possibilità di averli con sé in prestito fino alla fine di questo campionato. Operazioni super, quelle messe a referto dal direttore sportivo Lauriola che contemporaneamente ha anche piazzato Ortisi al Trapani, Franco al Picerno e Lepore alla Folgore Caratese. A completare il quadro lo svincolo di Ganfornina. Meglio di così era difficile pensare di poter fare, anche se adesso sarà il campo a emettere il verdetto sulla bontà del lavoro compiuto.

