Il cittadino tunisino è deceduto dopo un gesto estremo. Tre poliziotti feriti durante i disordini
Un 30enne tunisino è morto nel Cpr di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, dove era trattenuto dal 6 agosto. La tragedia si è consumata nel pomeriggio del 10 agosto e, secondo quanto comunicato dalla Procura della Repubblica di Potenza, il gesto estremo sarebbe avvenuto dopo che il giovane aveva appreso della convalida del trattenimento.
Il 30enne avrebbe raggiunto la recinzione dell’adiacente campo di calcetto e compiuto un gesto autolesivo utilizzando un indumento. Il personale di Polizia avrebbe tentato ripetutamente di instaurare un dialogo per convincerlo a desistere, ma il giovane è successivamente caduto al suolo.
I sanitari presenti nella struttura e gli operatori del 118, giunti anche con l’elisoccorso, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Su disposizione della Procura, la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti autoptici.
Dopo la morte esplode la protesta
Nelle fasi successive alcuni ospiti del Centro hanno dato vita a una violenta protesta. Secondo la ricostruzione della Procura, durante i disordini sarebbero stati danneggiati moduli abitativi, arredi e suppellettili, mentre oggetti contundenti sarebbero stati lanciati contro le forze dell’ordine.
Tre poliziotti del Reparto Mobile sono rimasti feriti, riportando traumi contusivi: per uno la prognosi è di sei giorni, per gli altri due di dieci giorni.
L’intervento della Polizia di Stato ha portato all’arresto di tre ospiti del Cpr, di 25, 25 e 34 anni, uno di nazionalità algerina e due marocchina, ritenuti coinvolti nella rivolta e nelle condotte violente.
Arresti convalidati, divieto di dimora in Basilicata
Ai tre è stata contestata anche la fattispecie introdotta nel 2025 nel Testo Unico sull’Immigrazione che punisce la promozione e la partecipazione alle rivolte nei centri per il rimpatrio attraverso atti di violenza, minaccia o resistenza. Contestate inoltre ipotesi di reato relative alle lesioni riportate dagli agenti e ai danneggiamenti.
Nell’udienza celebrata il 12 agosto davanti al Tribunale di Potenza, gli arresti sono stati convalidati e per tutti e tre è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora nella regione Basilicata.

