Un 54enne era stato allontanato dal posto di lavoro il 10 maggio 2023 con l’accusa di essersi addormentato durante il servizio
Dopo quasi tre anni di contenzioso, svolta giudiziaria per un operaio 54enne di un’azienda della provincia ionica, licenziato nel maggio 2023. La Corte d’Appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, ha stabilito l’illegittimità del licenziamento ordinando il reintegro e il pagamento di tutte le mensilità arretrate, comprese tredicesime e trattamento di fine rapporto.
L’uomo era stato allontanato dal posto di lavoro il 10 maggio 2023 con l’accusa di essersi addormentato durante il servizio, comportamento che l’azienda aveva ritenuto potenzialmente pericoloso per la sicurezza. L’operaio ha sempre respinto l’addebito e, in primo grado, aveva ottenuto soltanto un risarcimento economico, senza il ripristino del rapporto di lavoro.
In appello, i giudici hanno invece riconosciuto la sproporzione tra la contestazione disciplinare e la sanzione applicata, confermando la tutela più ampia prevista dal diritto del lavoro nei casi di licenziamento ritenuto ingiustificato.
“Oggi non parlo solo da lavoratore reintegrato, ma da cittadino che ha resistito a un’ingiustizia durata quasi tre anni – ha commentato il 54enne dopo la sentenza -. Ringrazio la mia famiglia, gli amici, i colleghi e i miei avvocati, ma sono amareggiato per la totale assenza di un sindacato che non ha saputo difendere né un proprio iscritto né il delegato, arrivando persino a proporre accordi con l’azienda pur di far tacere ciò che stava accadendo. Tornerò al lavoro a testa alta e continuerò a difendere i diritti dei lavoratori senza paura”, ha concluso.

