La realizzazione della diga di Palazzo D’Ascoli resta al centro del confronto istituzionale in Puglia. Al termine dell’audizione svoltasi in IV Commissione, Rosa Barone, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, e la senatrice Gisella Naturale hanno ribadito la necessità di individuare una soluzione per i tre impianti eolici già autorizzati nell’area destinata ad accogliere l’infrastruttura, considerata strategica per il futuro della Capitanata.
Le esponenti del M5S ricordano che il progetto della diga, nato negli anni Settanta, è tornato concretamente al centro della programmazione lo scorso ottobre, quando il Governo ha stanziato circa 9,5 milioni di euro per la progettazione esecutiva. Nel frattempo, però, sono stati autorizzati tre impianti eolici nell’area interessata dall’opera, poiché durante la conferenza di servizi non erano emersi elementi relativi alla futura realizzazione della diga. Per uno di questi impianti, autorizzato nel 2024, risultano già installati e in funzione due aerogeneratori.
Secondo Barone e Naturale, è ora fondamentale favorire un confronto tra le aziende interessate e i progettisti incaricati dal Consorzio di Bonifica della Capitanata, con l’obiettivo di individuare una soluzione che consenta di salvaguardare un’opera ritenuta essenziale per la gestione delle risorse idriche senza penalizzare ulteriormente il territorio, già fortemente interessato dalla presenza di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Nella nota viene inoltre ricordato che il sindaco di Ascoli Satriano ha presentato un esposto in relazione a presunte dichiarazioni mendaci rese durante la conferenza di servizi. Le due rappresentanti del Movimento 5 Stelle ritengono che tale elemento debba essere attentamente valutato, chiedendo al tempo stesso un monitoraggio costante dell’iter autorizzativo riguardante altre otto richieste per impianti eolici e fotovoltaici ancora in fase di esame.
Per Barone e Naturale, il completamento della diga rappresenta un passaggio decisivo per lo sviluppo della Capitanata e dell’agricoltura pugliese, motivo per cui la vicenda dovrà continuare a essere seguita con aggiornamenti periodici in Commissione e con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.

