La provincia di Foggia sta vivendo una situazione che non può più essere definita emergenza, ma un vero e proprio assedio quotidiano. È questo il quadro denunciato dal consigliere regionale Antonio Tutolo, che torna a sollevare l’allarme sull’escalation di attacchi ai bancomat e sulle gravi criticità legate alla sicurezza e ai servizi essenziali.
Dall’inizio dell’anno si sono registrati 12 assalti agli sportelli ATM nei comuni della Capitanata, spesso messi a segno con esplosioni notturne che hanno provocato danni agli edifici e forte paura tra i residenti. In molti casi, la distruzione dell’unico bancomat presente ha comportato l’isolamento bancario di intere comunità, soprattutto nei piccoli centri e nei Monti Dauni.
“Non siamo più davanti a un’emergenza, ma a un assedio quotidiano”, afferma Tutolo nella sua nota. “È un attacco alla vita quotidiana di cittadini già provati da spopolamento e carenza di servizi”.
Il consigliere segnala inoltre che, in pochi giorni, sono stati distrutti o sottratti quattro bancomat, lasciando diversi comuni senza alcun servizio bancario. “La criminalità sta agendo in modo sistematico, approfittando della debolezza dei presidi sul territorio”, denuncia.
Alla situazione dei bancomat si aggiunge la criticità del sistema giudiziario: la provincia di Foggia dispone di un solo tribunale, considerato insufficiente rispetto all’estensione del territorio e al numero di procedimenti. Oltre il 50% dei processi iscritti alla Corte d’Appello di Bari proviene dalla Capitanata, un dato che evidenzia il forte squilibrio tra carico giudiziario e risorse disponibili.
Sul fronte della sicurezza, la situazione viene definita altrettanto grave: solo nel capoluogo mancano circa 100 agenti di Polizia, oltre alle carenze nelle altre forze dell’ordine. “In un territorio spesso al centro delle cronache nazionali per episodi criminali, questa debolezza non è più accettabile”, sottolinea Tutolo.
Il consigliere regionale conclude chiedendo una risposta immediata e strutturale: più forze dell’ordine, un sistema giudiziario adeguato, il rafforzamento dei presidi nei comuni interni e un confronto serio con il sistema bancario. “La Capitanata non chiede privilegi, ma giustizia, sicurezza e dignità”, afferma.

