Si torna a sparare nel Gargano: paura a Vieste, dove nel pomeriggio del 19 marzo un agguato ha riportato la violenza nel cuore della città, nei pressi di un supermercato non lontano dalla caserma dei carabinieri.
Secondo le prime informazioni, un 36 enne, Donato Notarangelo, nipote del defunto boss Angelo Notarangelo, ucciso nel 2015 in un agguato, sarebbe stato raggiunto da due colpi d’arma da fuoco. Le sue condizioni, da quanto si apprende, non sarebbero gravi.
Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del 118, anche con l’ausilio dell’elisoccorso, e le forze dell’ordine, che hanno transennato l’area per consentire i rilievi tecnici e l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza.
A quanto si apprende, l’uomo stava rientrando a casa e si trovava nei pressi del supermercato quando è stato raggiunto da due colpi di pistola, esplosi da due individui a volto coperto giunti a bordo di un’automobile. Ferito e sanguinante, Notarangelo avrebbe cercato riparo all’interno dell’esercizio commerciale, dove in quel momento erano presenti anche alcuni clienti.
Considerato il profilo della vittima e il contesto in cui è maturato l’episodio, l’inchiesta è stata affidata alla Direzione distrettuale antimafia di Bari, che coordina le indagini. Non si esclude che l’agguato possa inserirsi in equilibri criminali più ampi. Lo stesso Notarangelo, peraltro, era già sfuggito a un precedente attentato nell’estate del 2022 lungo la strada che collega Vieste a Mattinata.
A esprimere preoccupazione è stato anche il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, che ha parlato di un episodio che “non si registrava da anni” grazie all’attività di contrasto delle forze dell’ordine e della magistratura, sottolineando il timore di una possibile recrudescenza ma ribadendo fiducia nell’operato degli investigatori.

