Prosegue senza sosta l’attività del reparto di Polizia Penitenziaria di Foggia per contrastare l’introduzione di materiale illecito all’interno del carcere. Un impegno costante che sta dando risultati concreti, grazie alla professionalità degli agenti e dei responsabili della sorveglianza, soprattutto nelle ore serali e notturne, quando l’istituto è gestito da un numero ridotto di unità a fronte di una presenza di quasi 700 detenuti su una capienza regolamentare inferiore ai 300 posti.
La modalità utilizzata dai criminali è ormai collaudata: l’uso di droni per trasportare droga, telefoni cellulari e altri oggetti proibiti all’interno del perimetro carcerario. Proprio come più volte richiesto dal SAPPE, il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, la dotazione dei fucili Jammer anti-drone si è rivelata decisiva. Da quando questi strumenti sono entrati in funzione, numerosi carichi illegali sono stati intercettati e recuperati.
L’ultimo episodio risale alla notte tra venerdì e sabato, anche se la notizia è emersa solo nelle ultime ore. Intorno alla mezzanotte, durante il cambio turno – un momento che i detenuti ritengono erroneamente caratterizzato da una minore attenzione – un drone avrebbe tentato di raggiungere l’area del carcere con un nuovo carico di materiale proibito.
Il velivolo è stato però avvistato da una poliziotta in servizio sul muro di cinta che, con freddezza e professionalità, è intervenuta attivando il Jammer, interferendo con le frequenze radio del drone. Subito dopo è scattata la ricerca del mezzo, che sarebbe precipitato sulle reti del campo sportivo interno. Sul posto sono intervenuti tempestivamente l’ispettore responsabile e gli agenti in servizio, riuscendo a recuperare il pacco trasportato, mentre il drone, dopo lo “stordimento” causato dal Jammer, avrebbe ripreso a funzionare consentendo ai criminali all’esterno di recuperarlo.
Un traffico illecito particolarmente redditizio, alimentato dal fatto che droga e cellulari all’interno del carcere vengono rivenduti a prezzi fino a dieci volte superiori rispetto a quelli del mercato esterno. In alcuni casi, questo materiale viene anche utilizzato come merce di scambio per indurre detenuti senza scrupoli o tossicodipendenti a compiere azioni violente contro altri reclusi o contro il personale di polizia.
Il SAPPE, nel complimentarsi con la Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere di Foggia per il coraggio e il senso di responsabilità dimostrati nel garantire livelli minimi di sicurezza, torna a sollecitare con forza l’Amministrazione Penitenziaria. Il sindacato chiede interventi urgenti per ridurre il sovraffollamento dell’istituto foggiano, attualmente il più alto d’Italia con un tasso che supera il 220%, e l’invio immediato di almeno 50 nuove unità di Polizia Penitenziaria.
Misure non più rinviabili, sottolinea il SAPPE, per fronteggiare un’emergenza che si combatte ormai non solo all’interno ma anche all’esterno del carcere, come dimostrano i continui tentativi di introduzione di materiale illecito tramite droni. In assenza di interventi concreti, garantire la sicurezza del penitenziario, dei detenuti e del territorio rischia di diventare sempre più difficile e frustrante.

