Spaccio di cocaina tra Statale e centro abitato: le condanne in appello

Scritto il 03/02/2026
da Michele Iurlaro

FRANCAVILLA FONTANA – Spaccio di cocaina tra il centro abitato e le piazzole di sosta della Statale 7, la Corte d’Appello di Lecce ridetermina sei pene e ne conferma altre due. Chiuso così il secondo grado del processo a carico di otto persone coinvolte in un presunto giro di spaccio di droga a Francavilla Fontana. Gli imputati, in primo grado, erano stati giudicati con rito abbreviato.

L’inchiesta dei carabinieri, coordinata dalla procura di Brindisi, aveva ricostruito una fiorente attività di vendita al dettaglio di cocaina. La vendita della droga, dalle periferie, dalle campagne e, quindi, dalla Statale 7, era poi stata allargata anche al centro abitato della Città degli Imperiali.

E infatti, secondo l’accusa, in almeno un caso la droga sarebbe stata venduta anche all’interno di un’abitazione in pieno centro.

In appello la Corte ha disposto alcune assoluzioni parziali per singoli episodi e riduzioni di pena. Per due imputati i giudici hanno confermato integralmente la sentenza di primo grado.

Spaccio di cocaina, le condanne

Per il 52enne francavillese Vito Padula arriva l’assoluzione per tre episodi di cessione perché “il fatto non sussiste”. Pena rideterminata in continuazione con un’altra sentenza a sei anni, due mesi e 20 giorni di reclusione (sette anni in primo grado).

Per il 43enne Cosimo Palmisano e la 46enne Maria Cosima Di Palmo arriva l’assoluzione per un episodio di acquisto e cessione e da quattro di sola cessione perché “il fatto non sussiste”. Per entrambi la pena, era sei anni in primo grado, è stata rideterminata in cinque anni e otto mesi.

Per Cosimo Iurlaro, 34enne di Francavilla Fontana, arriva l’assoluzione per un episodio di cessione perché “il fatto non sussiste”, con pena rideterminata in continuazione con un’altra sentenza in sei anni, tre mesi e dieci giorni. In primo grado erano otto anni e mezzo.

Per Nicola Giuliano, 40 anni, di Francavilla Fontana, arriva l’assoluzione per tre episodi di acquisto perché “il fatto non sussiste”. Da qui, la pena rideterminata in quattro anni e dieci mesi a fronte di cinque anni e quattro mesi in primo grado.

Per il 32enne di Villa Castelli c’è l’assoluzione Loris Chirico “per non aver commesso il fatto” ad eccezione di un episodio per cui la pena è stata rideterminata in quattro anni. Era di quattro anni e otto mesi in primo grado.

Confermata la sentenza in primo grado nei confronti di Pasquale Chirico, 58enne di Villa Castelli, a quattro anni e otto mesi e 26 mila euro di multa e per Massimo Di Palmo, 43 anni di Francavilla Fontana, a otto anni e due mesi e 40 mila euro di multa.