OSTUNI – Omicidio Nisi a Ostuni, emergono possibili contraddizioni tra la versione dell’indagato e gli accertamenti sulla traiettoria del proiettile. Intanto proseguono le indagini per chiarire la dinamica del delitto.
La versione dell’indagato da una parte, gli accertamenti sulla traiettoria del proiettile dall’altra. E tra le due ricostruzioni sembrano emergere contraddizioni e quindi nuovi elementi nell’inchiesta sull’omicidio di Antonio Nisi, il 34enne ucciso nella notte tra il 15 e il 16 ottobre nel centro storico di Ostuni.
L’ogiva estratta dal corpo della vittima non presenterebbe segni compatibili con un rimbalzo sull’asfalto. Dubbi anche sulla traiettoria del proiettile, entrato dall’ascella destra e passato a pochi centimetri dal cuore. Elementi che sembrano contrastare con il racconto di Gabriele Sorada, il 28enne in carcere per omicidio volontario, che aveva riferito di un colpo esploso verso il terreno.
Omicidio Nisi, perizie, ascolti e ipotesi
Intanto i carabinieri della Compagnia di Fasano hanno ascoltato nuovi testimoni per chiarire la dinamica del delitto. Gli investigatori approfondiscono anche l’ipotesi di una colluttazione tra vittima e indagato nei momenti precedenti allo sparo, ma anche la presenza di altre persone sul luogo del delitto. D’altro canto, resta un mistero su come Nisi, evidentemente moribondo, sia riuscito a percorrere i 30 metri che separano il luogo della sparatoria al punto dove è stato ritrovato il cadavere.
Fondamentali, a questo punto, gli accertamenti sulla Beretta calibro 6,35 recuperata in un canneto di contrada Lamardilla senza dimenticare che, nel fascicolo coordinato dalla pm Laura De Stradis figura anche un altro uomo indagato per favoreggiamento.

