L’utile precipita da 3,78 milioni a 246mila euro. Il sindacato chiede chiarezza sui tagli comunali, garanzie per lavoratori e servizi e il rinvio del bando per il nuovo direttore generale
Un utile ridotto del 93,47% in un solo anno, risorse comunali diminuite e interrogativi sulla sostenibilità del trasporto pubblico a Taranto. La UGL Autoferrotranvieri interviene sulla situazione economica di Kyma Mobilità, chiedendo alle amministrazioni comunali e ai vertici aziendali un confronto trasparente sulle scelte finanziarie e sulle conseguenze per dipendenti e utenti.
La segreteria provinciale del sindacato punta l’attenzione sulle decisioni assunte durante le amministrazioni di Rinaldo Melucci e Piero Bitetti, chiedendo di verificare gli effetti delle riduzioni dei finanziamenti sulla gestione della società.
L’utile crolla del 93,47%
I dati esaminati dalla UGL mostrano un andamento profondamente cambiato negli ultimi esercizi. Nel 2022 Kyma Mobilità aveva registrato un utile di circa 1,8 milioni di euro, salito a 4,39 milioni nel 2023 e attestatosi a 3,78 milioni nel 2024. Il bilancio 2025 riporta invece un risultato positivo di appena 246.578,84 euro, con una contrazione di circa 3,53 milioni rispetto all’anno precedente.
Per il sindacato, questa riduzione impone di distinguere le diverse componenti economiche che hanno contribuito al risultato. Da una parte, la relazione al bilancio 2024 segnalava il carattere temporaneo dei ristori Covid e dei contributi per il carburante, successivamente ridotti o azzerati. Dall’altra, la UGL indica le conseguenze delle decisioni comunali sui corrispettivi riconosciuti alla società.
Linee sociali, azzerati oltre un milione di euro
Uno dei punti più delicati riguarda i finanziamenti per le linee socialmente utili, il cui corrispettivo aggiuntivo è venuto meno dal 1° luglio 2024. Secondo i dati riportati dal sindacato, i ricavi legati a queste prestazioni erano pari a 1.040.867,37 euro nel 2023, mentre nel prospetto del 2025 risultano azzerati, nonostante Kyma Mobilità abbia continuato a garantire il servizio.
La relazione aziendale fa inoltre riferimento a una rinegoziazione richiesta dal Comune per contenere gli oneri a proprio carico. La UGL riconosce che si tratta di decisioni rientranti nelle prerogative dell’ente, ma ritiene necessario accertarne la sostenibilità rispetto agli obblighi contrattuali e alle esigenze operative dell’azienda.
Il nodo degli ulteriori 3,6 milioni
A preoccupare il sindacato sono anche le notizie relative a una possibile ulteriore riduzione dei finanziamenti comunali. Il riferimento è a quanto pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno il 7 marzo 2026, in relazione all’audizione del dirigente della Programmazione economico-finanziaria comunale, durante la quale sarebbe emersa una contrazione di circa 3,6 milioni di euro sul contratto di servizio nella manovra di previsione 2026 della Giunta Bitetti.
Su questo punto, la UGL precisa di non voler esprimere valutazioni preventive, ma chiede di conoscere gli atti definitivi e verificare l’effettiva applicazione della misura. Per il sindacato, ogni riduzione delle risorse destinate al trasporto pubblico deve essere accompagnata da una valutazione tecnica sulla capacità dell’azienda di mantenere corse, manutenzioni, occupazione e standard di sicurezza.
Costo del personale in aumento, ma non per nuove assunzioni
L’organizzazione sindacale interviene anche sull’aumento delle spese per i dipendenti, contestando eventuali interpretazioni che attribuiscano la crescita dei costi a un ampliamento dell’organico. Nel 2025 il costo del personale è aumentato dell’11,33%, pari a circa 2,342 milioni di euro, mentre la forza lavoro media è cresciuta soltanto dello 0,37%.
Secondo quanto indicato nella nota integrativa aziendale, l’incremento deriva principalmente dal rinnovo del contratto collettivo nazionale e dalla riduzione dei benefici contributivi previsti dalla normativa. La UGL considera quindi scorretto collegare l’aumento della spesa a un’espansione significativa del personale.
“Rinviare il bando per il nuovo direttore generale”
Tra le richieste avanzate figura anche la sospensione o il rinvio della procedura per la selezione del nuovo direttore generale di Kyma Mobilità. Per la UGL Autoferrotranvieri, in questa fase sarebbe preferibile garantire continuità alla gestione, valorizzando l’esperienza dell’attuale direttore e le relazioni operative già avviate con i rappresentanti dei lavoratori.
Il sindacato chiede formalmente di differire l’emissione o la prosecuzione del bando fino al raggiungimento di condizioni economiche e organizzative più stabili, evitando ulteriori passaggi burocratici in un momento considerato particolarmente delicato.
Personale BRT e graduatorie, attese risposte dall’azienda
La UGL sollecita inoltre un riscontro a due comunicazioni già inviate ai vertici aziendali. La prima, datata 8 ottobre, riguarda il fabbisogno di personale necessario per l’avvio della rete BRT. La seconda, del 29 ottobre, interessa lo scorrimento delle graduatorie degli operatori di esercizio in vista del periodo natalizio.
L’organizzazione sindacale rivendica autonomia nelle valutazioni sulle decisioni aziendali, precisando che il proprio ruolo non può limitarsi ad approvare ogni scelta gestionale. “Il giudizio sindacale non può ridursi a una formula di rito: richiede analisi, autonomia e valutazione delle conseguenze concrete”.
La UGL ribadisce che le difficoltà finanziarie non devono ricadere sui salari, sui diritti e sull’organizzazione del lavoro dei dipendenti. L’obiettivo indicato dalla segreteria provinciale è garantire un’azienda economicamente solida, capace di programmare investimenti e assicurare un servizio efficiente, senza compromettere la sicurezza e le condizioni di chi lavora quotidianamente nel trasporto pubblico tarantino.

