Taranto, macellaio sottopagato: risarcimento da 26mila euro

Scritto il 03/11/2026
da Redazione

Il Tribunale riconosce mansioni superiori e differenze retributive a un dipendente della grande distribuzione. FILCAMS CGIL: “In Puglia circa 500 lavoratori nella stessa condizione”


Un macellaio di Taranto, dipendente di un’importante catena della grande distribuzione, ha ottenuto il riconoscimento di circa 24mila euro di differenze retributive e altri 2mila euro sul TFR. La decisione arriva dal Tribunale di Taranto, sezione lavoro, che ha accolto il ricorso promosso attraverso la FILCAMS CGIL, con l’assistenza dell’avvocata Ester Spada.

Al centro della controversia, il mancato riconoscimento delle mansioni effettivamente svolte dal lavoratore, che risultavano superiori rispetto al livello di inquadramento previsto dal contratto. La sentenza comporta quindi un adeguamento della posizione contrattuale e della retribuzione.

La differenza tra addetto al banco e macellaio specializzato

Il punto centrale della vertenza riguarda le competenze professionali richieste per la lavorazione della carne, che secondo il sindacato non possono essere equiparate alle semplici attività di sistemazione dei prodotti nei banchi frigoriferi. “Perchè c’è differenza – spiegano dalla FILCAMS CGIL Taranto – tra chi si limita a posizionare i tagli di carne o di preparati dentro i banchi frigo e chi invece svolge mansioni di macellaio specializzato provetto, occupandosi di tutte le fasi di preparazione e lavorazione della carne. Non fosse altro per gli arnesi che usa, per il carico fisico, per la responsabilità e la competenza nel riconoscimento anatomico delle parti, la pesatura, la pulizia o la disossatura della stessa”. La decisione del Tribunale riconosce dunque il valore delle attività concretamente esercitate dal dipendente, rispetto alla qualifica formalmente attribuita dall’azienda.

Spada: “Riconosciute competenze e dignità del lavoro”

Per l’avvocata Ester Spada, che ha seguito il procedimento per conto della FILCAMS CGIL, la pronuncia assume un significato che va oltre il singolo riconoscimento economico. “Può dirsi raggiunto un risultato importante per la categoria in quanto valorizza le reali competenze tecniche, l’esperienza e l’autonomia degli addetti con conseguenze non solo sugli aspetti retributivi ma anche in tema di professionalità e, in generale, di dignità del lavoro”.

FILCAMS CGIL: “In Puglia circa 500 addetti non riconosciuti”

Secondo il sindacato, il caso potrebbe rappresentare un riferimento per altre controversie riguardanti lavoratori della grande distribuzione impiegati nei reparti macelleria con mansioni superiori al proprio inquadramento.

La FILCAMS CGIL stima che in Puglia siano circa 500 gli addetti potenzialmente interessati da situazioni analoghe. “Parliamo di una platea potenziale di circa 500 addetti in tutta la Puglia – spiega Serena De Siena, componente della segreteria FILCAMS CGIL di Taranto – lavoratori che seppur impiegati in toto e con mansioni superiori continuano ad essere sottopagati e non riconosciuti”.

La sentenza riguarda direttamente il lavoratore che ha presentato ricorso, ma per l’organizzazione sindacale rappresenta un precedente importante nella battaglia per il corretto inquadramento professionale e il riconoscimento economico delle mansioni effettivamente svolte.