La Rete civica Jtf Taranto chiama a raccolta cittadini e associazioni del territorio per contestare la riallocazione di 482 milioni di euro del Just Transition Fund verso un progetto dedicato alla filiera dell’idrogeno.
Nel mirino il decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che, secondo la Rete, sottrarrebbe oltre il 60% dei 796 milioni complessivamente assegnati a Taranto, “a scapito degli altri due pilastri del programma, altrettanto fondamentali, che sono la diversificazione del sistema produttivo locale e la mitigazione degli effetti sociali e occupazionali della transizione”, si legge nella nota.
“La risposta più efficace ai ritardi dovrebbe essere l’accelerazione delle procedure, non il dirottamento delle risorse”, osserva Rosa D’Amato, commissaria regionale di Europa Verde/AVS, coordinatrice della Rete, che contesta anche il mancato coinvolgimento degli enti territoriali e del Comitato di Sorveglianza. Dubbi vengono sollevati inoltre sul percorso autorizzativo e sul preventivo coinvolgimento della Commissione europea.
“Chiediamo che il progetto sull’idrogeno sia aggiuntivo e non sostitutivo al JTF”, afferma D’Amato. La Rete, a cui aderiscono – tra gli altri – CSV Taranto, Giustizia per Taranto, Legambiente, WWF e Siamo Taranto, annuncia una lettera a Commissione europea, Regione e Comune per verificare se siano stati informati della decisione e ne chiede la revisione. La mobilitazione culminerà in un’assemblea pubblica convocata per giovedì 5 novembre, alle 16.30, nella sala della Concattedrale Gran Madre di Dio.

