Il sergente della Croce Rossa Italiana trasferito nella camera ardente del Policlinico militare di Roma, dove si trovano anche i feretri degli altri tre militari morti nell’incidente
Anche la salma di Laura Procacci, sergente del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, è arrivata al Policlinico militare del Celio, a Roma, dopo essere stata sottoposta all’autopsia disposta nell’ambito delle indagini sull’incidente dell’elicottero precipitato giovedì scorso in Bosnia-Erzegovina.
Il feretro è stato trasferito nella cappella Salus Infirmorum, dove è stata allestita la camera ardente per i quattro militari italiani che hanno perso la vita nella tragedia.
La salma di Procacci era giunta in tarda mattinata all’aeroporto di Ciampino insieme a quelle delle altre vittime. Successivamente era stata trasferita al Policlinico di Tor Vergata, dove sono stati effettuati gli accertamenti autoptici.
Soltanto al termine dell’esame è stato possibile procedere al trasferimento al Celio, dove il feretro è stato ricongiunto a quelli di Simone Ruggia, Claudio Marchesi e Franco Adriano Zecchillo, gli altri tre militari deceduti nello schianto.
Proseguono intanto le indagini per ricostruire le cause dell’incidente che ha coinvolto l’elicottero italiano impegnato nell’operazione EUFOR Althea. Gli accertamenti si concentrano sull’esame dei rottami del velivolo, sull’analisi della scatola nera e sulla raccolta delle testimonianze utili a chiarire la dinamica della tragedia.

