La nuova sede è arrivata, ma non basta a ricucire una frattura che si è allargata nel tempo. L’Associazione Giovanni Panunzio – Eguaglianza, Legalità, Diritti rompe i rapporti istituzionali con l’attuale Giunta comunale e con la maggioranza che la sostiene. E annuncia che non parteciperà alla commemorazione del 6 novembre, in occasione del XXXIV anniversario dell’omicidio dell’imprenditore foggiano, né alla rappresentazione teatrale organizzata dal Comune in suo ricordo e dedicata anche a Mario Nero.
La decisione è contenuta in un documento firmato dal presidente Dimitri Cavallaro Lioi e diffuso alla vigilia dell’anniversario. Una presa di posizione netta, maturata – spiega l’associazione – dopo mesi di tensioni, richieste rimaste senza risposta e polemiche con l’amministrazione comunale.
Nelle scorse settimane si è concluso il percorso per l’assegnazione di una nuova sede all’associazione, dopo che quella originaria era diventata inagibile. Un risultato per il quale il sodalizio ringrazia il consigliere comunale Antonio Angiola, che avrebbe portato avanti le richieste dell’associazione. Ma il trasferimento non chiude le altre questioni sollevate: dalla richiesta di intitolare a Panunzio un luogo della città più adeguato, fino al destino del bene confiscato alla mafia e intestato all’imprenditore ucciso per essersi opposto al racket.
Nel comunicato l’associazione contesta alla sindaca Maria Aida Episcopo e alla maggioranza consiliare di non aver dato seguito alle proprie istanze. Ricorda inoltre la bocciatura, nei mesi scorsi, di un emendamento che chiedeva di affrontare proprio queste questioni. Particolarmente duro il passaggio riservato all’assessore alla Legalità De Santis, accusato di aver utilizzato, durante una polemica dello scorso luglio, espressioni offensive e ricostruzioni ritenute dall’associazione lontane dalla realtà dei fatti. Critiche vengono rivolte anche al silenzio della sindaca, alla quale sarebbe stato chiesto più volte un intervento pubblico sulla necessità di dare a Panunzio una memoria cittadina più dignitosa.
Al centro della contestazione c’è anche l’attuale collocazione della stele dedicata all’imprenditore, nell’area pertinenziale di un parcheggio di proprietà dell’ATAF, un luogo che, secondo l’associazione, non restituisce alla sua memoria il riconoscimento pubblico che merita.
Da qui la decisione di interrompere ogni collaborazione con la Giunta e con la maggioranza, pur lasciando aperta la possibilità di chiarimenti e di un futuro riavvicinamento. Una scelta che il presidente rivendica in nome dell’autonomia dell’antimafia sociale e della libertà di critica nei confronti delle istituzioni, senza condizionamenti politici o logiche di convenienza.
La conseguenza più immediata sarà l’assenza alle iniziative del 6 novembre. L’associazione non sarà presente alla commemorazione davanti alla stele, alla quale prenderanno parte anche il prefetto e il questore di Foggia, né alla rappresentazione di La Terra, con i monologhi dedicati a Giovanni Panunzio e Mario Nero. Una scelta che, precisa il sodalizio, non riguarda i familiari dell’imprenditore, chiamati a decidere autonomamente come partecipare.
Nel documento non manca, infine, un riferimento alla recente diffida ricevuta dall’Avvocatura comunale sulla questione della sede, che l’associazione annuncia di voler contestare.
«Non ci stiamo», è la posizione espressa dal sodalizio, che assicura di voler proseguire il proprio impegno antimafia in piena autonomia. Il XXXIV anniversario dell’uccisione di Giovanni Panunzio si avvicina così in un clima di forte tensione istituzionale, con una frattura tra l’associazione che porta il suo nome e l’amministrazione cittadina che, almeno per ora, appare tutt’altro che ricomposta.

