D’Amato e Carbotti replicano a Dario Iaia: “Le risorse europee dovevano sommarsi, non sostituirsi”. Chiesti finanziamenti aggiuntivi per gli investimenti IPCEI
La destinazione di 482 milioni di euro del Just Transition Fund a un progetto energetico già beneficiario di un’agevolazione IPCEI accende il confronto politico sul futuro economico di Taranto. Alleanza Verdi e Sinistra contesta l’operazione e sostiene che il trasferimento di una parte consistente delle risorse europee rischi di ridurre i fondi disponibili per la diversificazione produttiva e la tutela dell’occupazione.
A intervenire sono Rosa D’Amato, commissaria regionale di Europa Verde/AVS, e Giovanni Carbotti, portavoce cittadino, che replicano alle dichiarazioni del deputato di Fratelli d’Italia Dario Iaia, secondo il quale, senza questa scelta, le risorse avrebbero rischiato di andare perdute.
D’Amato e Carbotti: “Non sono risorse aggiuntive”
Al centro della contestazione c’è il rapporto tra i finanziamenti IPCEI, destinati a importanti progetti di interesse comune europeo, e la dotazione del Just Transition Fund per Taranto, pari a circa 800 milioni di euro.
Secondo AVS, i due strumenti avrebbero dovuto contribuire separatamente agli investimenti sul territorio, senza che l’uno assorbisse risorse destinate all’altro. “I finanziamenti IPCEI e i circa 800 milioni del Just Transition Fund erano risorse che dovevano sommarsi. Usare 482 milioni del JTF per coprire un progetto già destinatario di un’agevolazione IPCEI significa ridurre le risorse complessivamente disponibili per Taranto. Il Governo non sta offrendo un aiuto aggiuntivo: sta facendo pagare al territorio un investimento con soldi già suoi”.
Per gli esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, la decisione sottrarrebbe possibilità di finanziamento ad altre iniziative economiche e occupazionali previste nell’ambito della transizione del territorio ionico.
La richiesta a Iaia: chiarire quali fondi fossero a rischio
AVS mette inoltre in discussione la motivazione avanzata dal parlamentare di Fratelli d’Italia, chiedendo di conoscere nel dettaglio le risorse che avrebbero rischiato di non essere utilizzate e le ragioni degli eventuali ritardi. “Iaia documenti quali somme fossero realmente a rischio e perché non si sia accelerato sulle misure previste. Gli eventuali ritardi richiedono un’assunzione di responsabilità da parte di Governo, Autorità di gestione e Regione, ciascuno per le proprie competenze. Non giustificano il sacrificio delle altre opportunità del territorio”. La richiesta riguarda quindi sia la gestione dei finanziamenti sia lo stato di attuazione degli interventi programmati, sui quali D’Amato e Carbotti sollecitano chiarimenti da parte delle istituzioni coinvolte.
Il nodo della diversificazione economica
Per Rosa D’Amato, l’utilizzo di una quota così elevata del Just Transition Fund su un unico progetto rischia di compromettere gli obiettivi più ampi della transizione economica di Taranto. “Il JTF deve aiutare Taranto a superare la monocoltura siderurgica, sostenendo nuove imprese, filiere alternative e lavoro concreto. Concentrare quasi due terzi della dotazione su un solo progetto energetico lascia le briciole alla diversificazione produttiva e alla mitigazione degli effetti sociali e occupazionali, compromettendo l’equilibrio tra le tre direttrici della transizione giusta”.
Il timore espresso da AVS è che la concentrazione delle risorse su un singolo investimento possa limitare gli interventi destinati alla nascita di nuove attività imprenditoriali e al sostegno dei lavoratori coinvolti nella trasformazione industriale. Da qui la richiesta di garantire finanziamenti aggiuntivi ai progetti IPCEI, preservando la dotazione del Just Transition Fund e accelerando l’attuazione delle misure rivolte alle imprese, ai lavoratori e all’intera comunità ionica.

