Scarciglia coinvolge la Segreteria nazionale e sollecita un confronto con il Ministero del Lavoro. Proposte per ammortizzatori sociali e ricollocazione del personale
La crisi dell’ex Ilva rischia di travolgere anche gli oltre 500 lavoratori della Pellegrini S.p.A., impegnati nei servizi di mensa, ristorazione collettiva e pulizia collegati allo stabilimento siderurgico di Taranto. Per scongiurare le conseguenze occupazionali, l’UGL chiede che le misure di tutela siano estese anche ai dipendenti dell’indotto, senza distinzioni tra categorie professionali.
A rilanciare la vertenza è Giuseppe Scarciglia, segretario provinciale UGL Terziario Taranto, che dopo la manifestazione e la richiesta di intervento al Prefetto ha coinvolto la Segreteria nazionale del sindacato, con l’obiettivo di portare la questione all’attenzione del Governo e del Ministero del Lavoro.
Ammortizzatori sociali anche per i lavoratori delle mense
La prima richiesta riguarda l’accesso agli strumenti di sostegno al reddito per i dipendenti Pellegrini, il cui futuro lavorativo è strettamente legato alle difficoltà produttive dell’ex Ilva.
L’UGL intende verificare la possibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa, individuando le misure compatibili con la situazione aziendale e occupazionale. “Non possono esserci lavoratori di serie A e lavoratori di serie B”.
È il principio richiamato dalle federazioni UGL Terziario e UGL Igiene Ambientale, che chiedono pari attenzione per tutte le categorie coinvolte nella crisi siderurgica, indipendentemente dal contratto applicato o dalle mansioni svolte.
Secondo il sindacato, la vertenza non può rimanere circoscritta al territorio tarantino, ma deve essere affrontata nell’ambito del confronto nazionale sulle conseguenze occupazionali della crisi industriale.
L’appello alle aziende concorrenti per ricollocare il personale
Accanto agli ammortizzatori sociali, Scarciglia propone di coinvolgere le imprese che operano negli stessi settori della Pellegrini, presenti a Taranto e provincia. L’obiettivo è verificare la disponibilità di queste aziende a favorire la ricollocazione dei lavoratori, individuando eventuali opportunità nei servizi di ristorazione collettiva, nelle mense e nelle attività collegate.
La proposta prevede un confronto tra imprese, istituzioni e organizzazioni sindacali per valutare percorsi concreti di reinserimento occupazionale. Per l’UGL, il coinvolgimento del tessuto imprenditoriale locale potrebbe contribuire ad ampliare le possibilità di tutela del personale, affiancando alle misure di sostegno economico soluzioni per la continuità lavorativa.
Scarciglia: “Il lavoro si difende con proposte concrete”
La richiesta di intervento nasce dalla preoccupazione per le ricadute che la situazione dell’ex Ilva potrebbe produrre sulle famiglie dei dipendenti delle aziende dell’indotto.
Il sindacato ritiene necessario affrontare la vertenza Pellegrini attraverso un’iniziativa coordinata, capace di coinvolgere il Governo, le amministrazioni competenti e le realtà produttive del territorio. “Il lavoro si difende con proposte concrete, non soltanto con le dichiarazioni. Taranto ha bisogno di risposte e questi lavoratori meritano la stessa attenzione riservata a tutti gli altri protagonisti della crisi ex ILVA”.
Dopo il coinvolgimento della Segreteria nazionale, l’UGL punta ora ad aprire un confronto ministeriale nel quale discutere le possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali e le eventuali soluzioni di ricollocazione per il personale Pellegrini.

