Sanità, UGL: “Le cure non possono dipendere dalla residenza”

Scritto il 27/10/2026
da Redazione

Il segretario nazionale Gianluca Giuliano denuncia le difficoltà dei pazienti costretti a spostarsi in altre regioni. Chiesti investimenti nel personale, riduzione delle liste d’attesa e servizi sanitari più accessibili


La possibilità di ricevere cure adeguate non può dipendere dalla regione in cui si vive. È il principio richiamato da Gianluca Giuliano, segretario nazionale di UGL Salute, che interviene sul fenomeno della mobilità sanitaria interregionale e sulle difficoltà affrontate dai cittadini costretti a spostarsi lontano da casa per ottenere prestazioni mediche.

Al centro della posizione del sindacato ci sono le disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi, le liste d’attesa, la carenza di personale e i costi che ricadono sulle famiglie.

Giuliano: “La mobilità sanitaria deve essere una scelta, non una necessità”

Secondo il segretario nazionale di UGL Salute, occorre distinguere tra chi decide liberamente di rivolgersi a strutture specializzate e chi, invece, è costretto a cercare assistenza fuori dalla propria regione per l’insufficienza dei servizi disponibili. “Non possiamo accettare che il luogo di residenza determini le possibilità di cura di una persona”.

Giuliano sottolinea che la mobilità sanitaria può rappresentare un’opportunità quando consente di accedere a centri di elevata specializzazione, ma assume caratteristiche differenti quando deriva da difficoltà strutturali del sistema sanitario. “La mobilità sanitaria può essere una libera scelta quando nasce dalla volontà di rivolgersi a centri altamente specializzati, ma diventa un problema grave quando è determinata dalla carenza di servizi, dalle liste d’attesa insostenibili o dalla mancanza di personale nelle strutture di prossimità”.

Viaggi, pernottamenti e assenze dal lavoro: i costi per le famiglie

Oltre alle difficoltà legate all’accesso alle prestazioni, UGL Salute richiama l’attenzione sulle spese indirette sostenute dai pazienti che devono curarsi lontano dal proprio territorio.

Tra queste figurano i costi dei trasporti, dei pernottamenti e le conseguenze delle assenze dal lavoro, insieme ai problemi organizzativi che possono coinvolgere l’intero nucleo familiare.

Secondo il sindacato, queste difficoltà incidono soprattutto sulle persone economicamente più fragili e su chi non dispone delle risorse necessarie per affrontare spostamenti prolungati.

“Servono più personale e strutture sanitarie efficienti”

Per Giuliano, il Servizio sanitario nazionale deve garantire concretamente i principi di universalità, uguaglianza e accessibilità. “Non basta riconoscere formalmente il diritto alla salute: occorre mettere le strutture nelle condizioni di assicurarlo, investendo sul personale, rafforzando gli ospedali e la sanità territoriale, riducendo le liste d’attesa e migliorando l’organizzazione dei servizi”.

UGL Salute chiede una strategia strutturale per ridurre le differenze nell’offerta sanitaria tra le regioni italiane. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento degli organici, la stabilizzazione dei professionisti sanitari e il miglioramento delle condizioni di lavoro, con particolare attenzione ai territori che incontrano maggiori difficoltà nel garantire i servizi.

Monitorare gli spostamenti dei pazienti tra le regioni

Il sindacato ritiene necessario anche un sistema di monitoraggio trasparente della mobilità sanitaria. L’obiettivo è distinguere gli spostamenti legati alla ricerca di prestazioni altamente specialistiche da quelli determinati da carenze organizzative, insufficienza delle strutture o difficoltà di accesso alle cure. Questa distinzione, secondo UGL Salute, permetterebbe di individuare le principali criticità territoriali, programmare gli interventi e verificarne l’efficacia.

Giuliano: “Le disuguaglianze sanitarie non devono limitare il diritto alle cure”

Il segretario nazionale richiama infine il ruolo dei professionisti che operano negli ospedali e nei servizi territoriali, spesso alle prese con condizioni di lavoro difficili. “Non è accettabile che le disuguaglianze nell’offerta sanitaria si traducano in disuguaglianze nell’accesso alle cure. Difendere la sanità pubblica significa garantire ai cittadini servizi efficienti e di qualità, ma anche riconoscere il valore delle donne e degli uomini che ogni giorno lavorano negli ospedali e nei servizi territoriali, spesso in condizioni difficili”.

UGL Salute sollecita quindi le istituzioni ad assumere impegni concreti e verificabili per rafforzare il personale, ridurre le disparità territoriali e consentire ai cittadini di ricevere assistenza sanitaria senza dover affrontare spese e trasferimenti evitabili. Per il sindacato, il diritto alla salute deve essere garantito in ogni territorio, indipendentemente dal luogo di residenza.