L’Assemblea approva la riorganizzazione dell’associazione. Previste inizialmente due sezioni, TLC e CRM-BPO, per rafforzare la rappresentanza delle imprese. Labriola: “Una visione condivisa per affrontare le sfide del settore”
Asstel-Assotelecomunicazioni avvia la trasformazione verso un modello federativo della filiera delle telecomunicazioni. L’Assemblea dell’associazione ha approvato le modifiche e le integrazioni allo Statuto, introducendo una nuova organizzazione finalizzata a rafforzare la rappresentanza delle imprese e a valorizzare le specificità dei diversi comparti.
La decisione, ufficializzata il 26 ottobre 2026, dà attuazione al progetto di evoluzione federativa approvato dagli organi direttivi il 22 luglio e recepisce le disposizioni del nuovo Regolamento Unico del Sistema Confindustria. L’obiettivo è costruire una struttura associativa più flessibile e inclusiva, mantenendo una strategia comune per affrontare le trasformazioni del settore.
Nascono le sezioni TLC e CRM-BPO
Tra le principali novità del nuovo Statuto figura la possibilità di costituire sezioni merceologiche, destinate a rappresentare le esigenze delle diverse componenti della filiera. Nella fase iniziale saranno istituite due sezioni: TLC, dedicata alle telecomunicazioni, e CRM-BPO, relativa alle attività di gestione delle relazioni con i clienti e di esternalizzazione dei processi aziendali.
Le nuove strutture avranno il compito di raccogliere le istanze delle imprese, contribuire alla definizione delle priorità di settore e partecipare allo sviluppo delle iniziative istituzionali e di comunicazione dell’associazione. Il modello consentirà inoltre una rappresentanza più articolata degli interessi delle aziende nei diversi ambiti di confronto.
Labriola: “Rafforziamo la rappresentanza dell’intera filiera”
Il presidente di Asstel, Pietro Labriola, sottolinea il significato della riorganizzazione per il futuro dell’associazione. “Il nuovo Statuto segna una tappa significativa nell’evoluzione di Asstel. Con il modello federativo scegliamo di rafforzare la rappresentanza dell’intera Filiera delle telecomunicazioni, valorizzandone le diverse identità imprenditoriali all’interno di una cornice unitaria”.
Secondo Labriola, il cambiamento risponde alla necessità di affrontare con strumenti associativi adeguati le trasformazioni tecnologiche ed economiche del comparto. “È una scelta che nasce dalla consapevolezza che le grandi sfide del settore, dagli investimenti nelle infrastrutture digitali all’innovazione dei servizi, richiedono una rappresentanza sempre più forte, inclusiva e capace di esprimere una visione condivisa”.
Infrastrutture digitali e innovazione tra le priorità
Il nuovo assetto organizzativo punta a favorire una maggiore partecipazione delle imprese alle decisioni associative e alla definizione delle strategie di sviluppo. Tra i temi centrali figurano gli investimenti nelle infrastrutture digitali, l’innovazione dei servizi e il contributo delle telecomunicazioni alla competitività del sistema economico italiano. “Vogliamo che ogni componente della Filiera possa contribuire a costruire un settore protagonista dello sviluppo digitale e della competitività del Paese”, afferma Labriola.
Il modello potrà essere esteso ad altri comparti
La costituzione delle sezioni TLC e CRM-BPO rappresenta il primo passaggio operativo della riorganizzazione. Asstel prevede la possibilità di estendere successivamente il modello federativo ad altre aree della filiera, seguendo le esperienze associative già presenti nel Sistema Confindustria. La nuova struttura punta così a conciliare la rappresentanza delle esigenze specifiche dei diversi comparti con una posizione unitaria sulle principali questioni industriali e istituzionali del settore delle telecomunicazioni.

