LAGONEGRO – Nella mattinata di lunedì 19 ottobre 2026, personale della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura – Aliquote Guardia di Finanza e Carabinieri, unitamente a personale della Stazione Carabinieri di Vibonati e del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano di Vallo della Lucania, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Lagonegro in data 22 settembre 2026, avente ad oggetto 2 fabbricati per oltre 7 unità abitative, ricadenti in località Isca dei Macelli, frazione Policastro Bussentino, Comune di Santa Marina (SA), per un valore complessivo stimato (ad opere completate) superiore a euro 600.000,00 per reati di lottizzazione abusiva cd. “mista” di cui all’art. 44, comma 1, lett. c)del D.P.R. n. 380/2001.
Il provvedimento trae origine dalle indagini svolte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria Aliquota Guardia di Finanza e dal Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano diVallo della Lucania, su delega della Procura.
Le indagini, originate da un procedimento penale instaurato a carico del Sindaco pro-tempore del Comune di Santa Marina, dei responsabili dell’Ufficio Tecnico e di alcuni imprenditori per i reati di corruzione, concussione e lottizzazione abusiva, si sono sviluppate attraverso li conferimento di incarico peritale finalizzato all’individuazione delle aree agricole del Comune di Santa Marina che avevano perso li carattere della ruralità in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti, li cui esito ha consentito di accertare la realizzazione di una sistematica operazione di trasformazione speculativa di un’area di circa 8.100 mg, classificata in “zona agricola E’ dal vigente Piano Regolatore Generale, originariamente identificata, sviluppatasi attraverso un disegno criminoso unitario articolato in tre fasi tra loro inscindibili: il frazionamento catastale della particella originaria in 4 lotti funzionalmente incompatibili con la vocazione agricola dell’area; la loro cessione mediante una serie di atti di compravendita conclusi tra li 2012 e li 2022; la successiva edificazione attraverso permessi di costruire viziati ab origine.
L’operazione si concludeva, nella quasi totalità dei casi, mediante varianti ni corso d’opera per cambio di destinazione d’uso da agricola a residenziale, assentite in assenza di qualsivoglia istruttoria sullo stato di fatto delle opere. lI risultato è stata la creazione – su suolo agricolo costiero originariamente inedificato – di un agglomerato residenziale privato, che ha comportato un irreversibile consumo di suolo in un’area di elevato pregio ambientale e paesaggistico.
Le indagini, sviluppatesi nel corso di un’attività di ampio respiro, hanno consentito di accertare la responsabilità di complessivi 7 indagati, nelle rispettive qualità soggettive di lottizzatori, progettisti e direttori dei lavori, acquirenti, venditori e responsabili pro-tempore dell’Ufficio Tecnico Comunale preposti al rilascio dei titoli edilizi.
Il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto sussistenti sia il fumus del reato di lottizzazione abusiva sia li periculum in mora, ravvisando li concreto rischio di protrazione e aggravamento degli effetti illeciti attraverso li completamento delle opere e la possibile alienazione a terzi dei manufatti, nonché l’esigenza di anticipare gli effetti della futura confisca obbligatoria prevista dalla legge.
Tale impianto ha trovato confermain sededi impugnazione: li Tribunale del Riesame, con provvedimento del 20 ottobre 2026, ha rigettato tutte le richieste di riesame proposte, confermando integralmente li decreto di sequestro.
lI provvedimento si pone in linea di continuità con li sequestro preventivo già eseguito li 5 giugno 2026 nell’ambito di altro procedimento che, al pari del presente, traeva origine da atti scaturenti dal medesimo incarico peritale, già precedentemente menzionato. In quella sede, erano stati sottoposti a vincolo n. 6 fabbricati in corso di costruzione, per oltre 15 unità abitative, ricadenti nella stessa località Isca dei Macelli, su un’area agricola di circa 24.276 mq, per un valore stimato ad opere cc mpletate superiore a euro 1.500.000, con 32 indagati. Complessivamente, le due operazioni hanno pertanto interessato n. 8 fabbricati, oltre 22 unità abitative e una superficie agricola di oltre 32.000 mg, per un valore complessivo superiore a euro 2.100.000.
Il presente procedimento si inscrive nell’impegno costante di questa Procura a presidio della legalita urbanistica e della tutela del territorio, con particolare attenzione alla salvaguardia del suolo agricolo e degli equilibri ambientali dell’area del Basso Cilento. La protezione del paesaggio, la prevenzione del consumo di suolo e il contrasto alle trasformazioni illecite del territorio costituiscono, anche alla luce delle più recenti elaborazioni in materia di responsabilità ambientale e di governo sostenibile delle risorse naturali, una priorità dell’azione di questo Ufficio, nella consapevolezza che li territorio rappresenta un bene comune non rinnovabile la cui tutela trascende gli interessi delle singole generazioni.
Nel rispetto della vigente normativa in tema di comunicazione istituzionale, si evidenzia che gli addebiti provvisori, contestati nell’attuale fase delle indagini preliminari, dovranno comunque trovare riscontro in dibattimento nei successivi gradi di giudizio. La responsabilità penale degli indagati sarà accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile.

