La Camera approva il patrocinio senza limiti di reddito per i familiari delle vittime e per i lavoratori con inabilità permanente totale. Fillea Cgil Bari-Bat sollecita il Senato
Accedere alla giustizia senza dover affrontare le spese legali, indipendentemente dal reddito. È la tutela prevista dalla proposta di legge approvata dalla Camera dei Deputati per i familiari delle vittime di incidenti mortali sul lavoro e per chi ha subito un’inabilità permanente totale. Un provvedimento che attende ora il passaggio al Senato per diventare definitivo.
A salutare favorevolmente il voto è Davide Lavermicocca, segretario generale della Fillea Cgil Bari-Bat, che considera la misura un risultato importante della mobilitazione delle famiglie colpite dalle tragedie sul lavoro, ma chiede di affiancarla a interventi più incisivi sulla prevenzione e sull’accertamento delle responsabilità.
Patrocinio gratuito senza limiti di reddito
La proposta riguarda i procedimenti penali relativi a reati commessi in violazione delle norme antinfortunistiche, quando abbiano provocato la morte di un lavoratore o un’inabilità permanente totale.
La novità è l’eliminazione dei limiti reddituali per accedere al patrocinio a spese dello Stato nei casi previsti dal provvedimento. “L’approvazione alla Camera del gratuito patrocinio senza limiti di reddito per i familiari delle vittime del lavoro e per chi ha subito un’inabilità permanente totale è un passo di civiltà. Nessuno, dopo una tragedia, deve rinunciare alla giustizia perché non può sostenere le spese legali”.
Il segretario della Fillea riconosce il ruolo determinante delle famiglie che hanno promosso negli anni iniziative per ottenere maggiori garanzie. “È soprattutto una conquista dei familiari delle vittime, che hanno trasformato il dolore in una battaglia collettiva. La Fillea li ha accompagnati in questi anni, fino al confronto con il Parlamento. Adesso occorre che il Senato approvi rapidamente il provvedimento, completando un percorso atteso da troppo tempo”.
In Puglia sei denunce mortali nelle costruzioni nel 2026
A richiamare l’urgenza di ulteriori interventi sono anche i dati sugli infortuni mortali. Secondo i numeri INAIL riportati dalla Fillea Cgil Bari-Bat, nei primi otto mesi del 2026 in Puglia sono state presentate sei denunce di infortunio mortale nel settore delle costruzioni.
Nel 2025, considerando tutte le attività produttive, le denunce di incidenti mortali sono state 18 nella provincia di Bari e otto nella Bat. “I numeri ci ricordano perché non possiamo fermarci: nei primi otto mesi del 2026 in Puglia sono state presentate sei denunce di infortunio mortale nelle costruzioni, secondo INAIL. Nel 2025 Bari ha registrato 18 denunce mortali e la BAT otto, considerando tutti i settori. Dietro ognuna ci sono una persona, una famiglia e responsabilità da accertare”.
Le richieste: aggravante per l’omicidio sul lavoro e Procura specializzata
La Fillea Cgil chiede che il primo via libera parlamentare diventi l’occasione per affrontare anche altre questioni legate alla sicurezza. Tra le proposte avanzate figurano l’introduzione di una specifica aggravante per l’omicidio sul lavoro e la creazione di una Procura nazionale specializzata, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento investigativo e le competenze nell’accertamento delle responsabilità. “Questa conquista deve rappresentare un punto di partenza per rafforzare le tutele e il contrasto alle morti sul lavoro. Come Fillea chiediamo da tempo l’introduzione di una specifica aggravante per l’omicidio sul lavoro e l’istituzione di una Procura nazionale specializzata sulle morti sul lavoro, capace di assicurare maggiore coordinamento delle indagini, competenze specifiche e risposte efficaci nell’accertamento delle responsabilità”.
Cantieri più sicuri, l’appello alla prevenzione
Per il sindacato, garantire assistenza legale alle vittime e alle loro famiglie non può sostituire gli interventi necessari per evitare nuovi incidenti. Lavermicocca indica come priorità il rafforzamento dei controlli nei cantieri, la qualificazione delle imprese, la formazione del personale e il rispetto dei contratti, con una maggiore attenzione alle responsabilità lungo la filiera degli appalti. “Il diritto alla giustizia è fondamentale, ma deve accompagnarsi a un rafforzamento della prevenzione. Nei cantieri servono controlli efficaci, imprese qualificate, formazione, rispetto dei contratti e responsabilità lungo tutta la filiera degli appalti. Lo Stato deve garantire giustizia alle vittime e alle loro famiglie, ma soprattutto impedire che altre persone perdano la vita lavorando. Il primo diritto resta quello di tornare a casa vivi e in salute”, conclude Lavermicocca.

