Olio italiano, allarme tracciabilità: “La Spagna è già avanti”

Scritto il 22/10/2026
da Redazione

Orgoglio Olivicolo sollecita il ministro Lollobrigida ad attivare il Documento elettronico di Accompagnamento Olivicolo. Chiesti controlli più rapidi sull’intera filiera


La campagna olivicola è già entrata nel vivo, ma in Italia manca ancora uno strumento ritenuto fondamentale per controllare gli spostamenti dell’olio e verificarne la provenienza. È quanto denuncia Orgoglio Olivicolo, che torna a chiedere al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida l’immediata attivazione del DAO, il Documento elettronico di Accompagnamento Olivicolo.

L’associazione indica nella Spagna un modello da seguire, sottolineando come Madrid abbia già adottato un sistema informatico per monitorare le movimentazioni dell’olio sfuso, collegandole alla documentazione sulla classificazione del prodotto.

“Chiediamo al ministro Lollobrigida l’immediata attuazione del DAO, il Documento elettronico di Accompagnamento Olivicolo. In Spagna lo hanno reso operativo, qui ancora no. La campagna olivicolo-olearia è in pieno svolgimento, ma il DAO in Italia non è ancora stato attivato. Ci siamo fatti superare dalla Spagna anche sul piano normativo, visto che Madrid il DAO è nella sua piena operatività”.

Il modello spagnolo e i controlli sulle movimentazioni

Al centro della richiesta c’è il sistema introdotto in Spagna attraverso il Real Decreto 760/2021, successivamente aggiornato. La disciplina prevede la comunicazione informatica delle movimentazioni di olio sfuso prima della partenza, la generazione di un documento di accompagnamento e la disponibilità di certificazioni relative alla classificazione.

Secondo quanto riportato da Orgoglio Olivicolo, con le modifiche dell’ottobre 2026 è stata introdotta anche la conferma della ricezione da parte del destinatario, con la verifica dei dati e dei documenti trasmessi. Il sistema punta quindi a rendere tracciabile ogni passaggio, dalla spedizione alla consegna, consentendo di confrontare quantità, caratteristiche e registrazioni del prodotto.

Miscele, frantoi e lavorazioni: le regole richiamate dall’associazione

Orgoglio Olivicolo evidenzia anche le disposizioni spagnole relative alle lavorazioni. Tra queste figurano il divieto di attribuire a una miscela di oli vergini già classificati una categoria superiore a quella del componente di qualità inferiore, le restrizioni sulla ricezione e lavorazione di sanse provenienti da altri frantoi e le condizioni previste per la ricentrifugazione delle paste. L’associazione richiama inoltre il divieto, previsto dalla normativa spagnola, di produzione e vendita di determinate miscele di olio d’oliva con altri oli vegetali.

Il sistema SIAN e la richiesta di controlli più efficaci

Per Orgoglio Olivicolo, l’Italia dispone già delle infrastrutture informatiche e degli organismi di controllo necessari per rafforzare la tracciabilità. Il punto di partenza dovrebbe essere il SIAN, il Sistema Informativo Agricolo Nazionale, collegando in modo sistematico le operazioni di partenza, trasporto, consegna e registrazione nei magazzini.

“Alle imprese servono strumenti utilizzabili e controlli tempestivi. Lo abbiamo già fatto due settimane fa, ora chiediamo nuovamente al Ministero dell’Agricoltura di rendere operativo il documento di accompagnamento e rafforzare la tracciabilità dell’intera filiera, subito”. L’associazione chiede che ogni carico sia identificabile, ogni consegna verificabile e ogni bilancio di massa controllabile, così da rendere più efficaci le verifiche sulle quantità movimentate.

La proposta di regole comuni per tutta l’Europa

La richiesta non riguarda soltanto il mercato italiano. Orgoglio Olivicolo propone una collaborazione tra Italia e Spagna per promuovere una disciplina europea uniforme, con documenti elettronici interoperabili e verifiche applicabili anche agli oli provenienti da altri Paesi.

L’obiettivo è estendere gli stessi principi di tracciabilità al prodotto nazionale, agli scambi tra Stati membri e alle importazioni da Paesi terzi. “La difesa dell’olio italiano si misura negli atti. Il Ministero dia seguito all’operatività del DAO. La Spagna avanza. L’Italia non può restare a guardare”.

La normativa spagnola richiamata dall’associazione è stata effettivamente aggiornata nell’ottobre 2026: dal 9 ottobre sono entrate in vigore nuove disposizioni relative alla documentazione delle movimentazioni di olio sfuso e alla conferma informatica della ricezione.