Non si fermano i blocchi dei Tir in diverse regioni meridionali. Il Governo prepara un nuovo decreto e dispone controlli sulle proteste: 1.339 identificati e 242 sanzionati. In difficoltà anche aeroporti, ristorazione e raccolta dei rifiuti
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti continua a provocare pesanti conseguenze nel Mezzogiorno, nonostante gli interventi economici annunciati dal Governo. Le interruzioni nella circolazione delle merci stanno mettendo in difficoltà supermercati, aziende agricole, industrie e servizi essenziali, con ripercussioni particolarmente gravi in Puglia, Campania, Calabria e Sicilia.
Di fronte al protrarsi dei blocchi, l’esecutivo ha deciso di rafforzare i controlli sulle manifestazioni e di predisporre ulteriori misure per il settore. Un nuovo decreto sarà al centro del Consiglio dei ministri convocato dalla presidente Giorgia Meloni per giovedì 22 ottobre, con interventi destinati all’autotrasporto e risorse per l’agricoltura. Nel frattempo, le opposizioni chiedono alla presidente del Consiglio di riferire in Parlamento sulla situazione.
Blocchi stradali, 1.339 identificati e 71 denunciati
Il Ministero dell’Interno ha avviato un’operazione di identificazione dei partecipanti ai presidi che ostacolano la circolazione, concentrando particolare attenzione sulla Campania. Secondo i dati diffusi dal Viminale, sono 1.339 le persone identificate, 71 quelle denunciate e 242 quelle sanzionate amministrativamente.
Per consentire la prosecuzione delle attività commerciali e produttive, le autorità hanno inoltre disposto servizi di scorta ai mezzi di trasporto. Soltanto in Campania sono stati accompagnati 500 veicoli, con l’obiettivo di garantire le operazioni di carico e scarico delle merci. Fonti di Palazzo Chigi hanno ribadito che “il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili”.
Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha confermato l’avvio dell’erogazione dei fondi destinati agli autotrasportatori, annunciando ulteriori disposizioni legislative. “I fondi per gli autotrasportatori vengono erogati da oggi, poi ci sarà un decreto legge. Richiediamo, ovviamente, di smobilitare i blocchi”.
Puglia e Campania, supermercati con scaffali sempre più vuoti
Le conseguenze delle proteste sono particolarmente evidenti nella distribuzione alimentare. In diverse aree del Sud cominciano a mancare prodotti freschi e deperibili, tra cui carne, frutta e latte, ma anche acqua minerale e altri generi di prima necessità.
Le difficoltà nelle consegne stanno impedendo il regolare rifornimento delle piattaforme logistiche, con conseguenze dirette sulla disponibilità dei prodotti nei punti vendita. Secondo Confesercenti, quattro aziende su dieci nel Mezzogiorno stanno incontrando problemi di approvvigionamento alimentare.
La situazione è critica anche in Sicilia, dove la revoca del blocco da parte del Comitato trasportatori siciliani non ha ancora consentito il completo ripristino delle forniture dopo cinque giorni di interruzioni. Nell’Isola proseguono inoltre le proteste degli autotrasportatori aderenti all’Aias.
I sindaci di Bari e Napoli: “Anticipare il confronto con Salvini”
La crescente pressione sulle città ha spinto i sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi, a chiedere un intervento urgente del Governo. I due amministratori temono che il blocco delle merci possa compromettere anche il funzionamento dei servizi pubblici, a partire dalla raccolta dei rifiuti.
Il rischio denunciato è quello di ritrovarsi con “città paralizzate e sommerse dai rifiuti”. Per questo Leccese e Manfredi hanno sollecitato il ministro Matteo Salvini ad anticipare il confronto con le associazioni dell’autotrasporto, attualmente previsto per il 27 ottobre. La richiesta nasce dalla necessità di ripristinare rapidamente la circolazione dei mezzi pesanti ed evitare ulteriori conseguenze economiche e sociali per cittadini e imprese.
Imprese in difficoltà, allarme per mozzarella di bufala e kiwi
Il prolungarsi dei blocchi sta colpendo anche il sistema produttivo. Le associazioni industriali di Puglia e Campania denunciano situazioni di crescente difficoltà per le imprese, alcune delle quali rischiano di interrompere le attività per l’impossibilità di ricevere materie prime o spedire prodotti.
Particolarmente preoccupante la situazione della filiera agroalimentare. Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop segnala il rischio di un blocco produttivo con conseguenze pesanti per le aziende del comparto. Legacoop Agroalimentari stima invece in circa 30 milioni di euro i danni accumulati in cinque giorni dalla sola filiera del kiwi giallo.
Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, richiama l’urgenza di individuare una soluzione per evitare che le conseguenze ricadano contemporaneamente sui produttori agricoli e sui consumatori. “Se questa situazione non verrà risolta rapidamente, a pagarne le conseguenze saranno gli agricoltori da una parte e i cittadini dall’altra”.
Aeroporti senza carburante e ristoranti costretti a chiudere
Le ripercussioni della protesta interessano anche settori diversi dalla distribuzione alimentare. Negli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria viene segnalato l’esaurimento delle disponibilità di carburante, mentre la grande ristorazione denuncia difficoltà nell’approvvigionamento delle forniture necessarie alle attività.
Aigrim-Fipe, associazione delle imprese di grande ristorazione, riferisce che la mancanza di rifornimenti sta già determinando la chiusura di diversi locali nel Mezzogiorno. Problemi vengono segnalati anche nell’edilizia. ANCE Calabria avverte che cominciano a scarseggiare materiali fondamentali per i cantieri, come acciaio e bitume.
Episodi di violenza nel Casertano
Accanto ai disagi economici si registrano anche episodi di intimidazione. Nel Casertano sono stati segnalati danneggiamenti agli pneumatici di alcuni camion appartenenti ad autotrasportatori intenzionati a riprendere il servizio.
Il presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo, ha chiesto un intervento immediato per garantire la libertà di circolazione. “Il governo deve intervenire immediatamente per ripristinare la libera circolazione delle merci”.
Anche le altre associazioni rappresentative dell’autotrasporto sollecitano la rimozione dei blocchi ancora attivi. Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha rivolto un appello alla responsabilità, auspicando soluzioni rapide ed efficaci per superare la situazione.
Attesa per il decreto del 22 ottobre
Il prossimo passaggio è rappresentato dal Consiglio dei ministri convocato per giovedì 22 ottobre, durante il quale il Governo esaminerà nuove misure economiche destinate all’autotrasporto e al settore agricolo. Restano da definire i contenuti specifici del provvedimento e i suoi possibili effetti sulla prosecuzione delle proteste.
Intanto, nelle regioni meridionali, le difficoltà nella circolazione delle merci continuano a compromettere le attività produttive e commerciali. La priorità indicata dalle associazioni economiche e dagli amministratori locali è ripristinare i collegamenti e garantire le forniture, prima che i blocchi provochino ulteriori interruzioni dei servizi essenziali.

