OSTUNI – Oltre dieci ore in caserma, poi il trasferimento nel carcere di Brindisi con l’accusa di omicidio volontario. È la svolta nelle indagini sulla morte di Antonio Nisi, il giardiniere 34enne trovato senza vita alle prime luci di venerdì 16 ottobre in via Imbriani, nel centro storico di Ostuni. Il presunto assassino, Gabriele Sorada, 27enne del posto, si era costituito nella mattinata di sabato, presentandosi spontaneamente ai carabinieri.
Erano circa le 11 quando il giovane, accompagnato dall’avvocato Vito Cellie, aveva varcato la soglia della caserma. Davanti agli investigatori aveva rilasciato dichiarazioni spontanee, fornendo la propria versione dei fatti e chiarendo il suo ruolo nella vicenda. Successivamente si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato proprio il 27enne a impugnare la pistola calibro 7,65 dalla quale, nella notte tra giovedì e venerdì, è partito il colpo che ha raggiunto Nisi tra la spalla e il braccio destro. Il corpo del 34enne è stato ritrovato in via Imbriani, ma lo sparo sarebbe avvenuto a qualche centinaio di metri di distanza.
Omicidio Nisi, dinamica tutta da chiarire: l’ipotesi “incidente”
La dinamica resta ancora da chiarire. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un “incidente”, e quindi di un’intimidazione evolutasi in tragedia, o appunto di un atto volontario. Gli investigatori ritengono che quella notte, in strada, potessero esserci altre persone. Forse un incontro, poi qualcosa sarebbe andato storto, fino all’esplosione del colpo di pistola. Restano da ricostruire il movente e l’esatta successione degli eventi.
Le indagini, intanto, proseguono senza sosta. In queste ore i carabinieri stanno eseguendo alcune perquisizioni e continuano ad analizzare le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, alla ricerca di ulteriori elementi utili a ricostruire quanto accaduto.
Un ruolo decisivo spetterà anche all’autopsia, affidata al medico legale Domenico Urso, chiamato ad accertare le cause esatte della morte del 34enne.
Il 27enne, già ricercato dagli investigatori prima della sua presentazione spontanea, ha trascorso oltre dieci ore in caserma prima del provvedimento di fermo firmato dalla pm Laura De Stradis e, quindi, trasferimento nella casa circondariale di Brindisi. Ora dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario, mentre gli accertamenti proseguono per chiarire tutti i contorni della vicenda.

