La FP CGIL contesta la modifica del rapporto numerico proposta dal Comune. Presìdi davanti alle strutture e stato di agitazione del personale. Barnabà: “Possibile arrivare allo sciopero”
Più posti negli asili nido comunali, ma anche un maggior numero di bambini affidati a ciascuna educatrice. È questa la prospettiva contestata dalla FP CGIL di Bari, che ha avviato una mobilitazione contro la proposta dell’amministrazione comunale di modificare gli attuali rapporti numerici nei servizi educativi.
La protesta è partita venerdì 16 ottobre con presìdi e volantinaggi davanti a quattro strutture cittadine, per informare le famiglie sulle ragioni dello stato di agitazione del personale. Il sindacato non contesta l’apertura di nuovi nidi, ma chiede che l’ampliamento dell’offerta non comporti un peggioramento delle condizioni di lavoro e della qualità dell’assistenza ai più piccoli.
Da sei a otto bambini per educatrice: cosa cambierebbe
Al centro della vertenza c’è la proposta del Comune di aumentare il rapporto tra bambini ed educatrici. Per la fascia dei medi si passerebbe dagli attuali sei bambini per operatrice a sette, mentre per i grandi il numero salirebbe da sei a otto. Una modifica che, secondo la FP CGIL, potrebbe incidere sull’attenzione individuale, sulla sicurezza e sulla possibilità di garantire percorsi educativi adeguati. “Ampliare l’offerta educativa e garantire a più famiglie l’accesso a un servizio pubblico fondamentale deve essere una priorità, ma non può avvenire scaricando sul personale e sui bambini le conseguenze di un’organizzazione e di una programmazione inadeguate. L’apertura di nuovi nidi deve rafforzare il servizio pubblico senza indebolirne la qualità educativa”. A intervenire è Antonello Barnabà, segretario regionale della FP CGIL Puglia, che richiama anche le difficoltà organizzative già presenti nelle strutture comunali.
Personale insufficiente e problemi organizzativi
Le criticità denunciate dal sindacato non riguardano esclusivamente il rapporto numerico tra educatrici e bambini. Tra le problematiche segnalate figurano la carenza di personale ausiliario, le difficoltà nel garantire le sostituzioni, le condizioni degli spazi e la mancanza di un adeguato coordinamento pedagogico. “Il nido è un luogo in cui a ogni bambino vanno dedicati attenzione, cura e relazioni. Il rapporto numerico è un indicatore della qualità e della sicurezza e non un semplice dettaglio contabile. Già oggi pesano carenze di personale ausiliario, supplenze non sempre garantite, problemi negli spazi e l’assenza di un adeguato coordinamento pedagogico. Criticità che vengono affrontate soprattutto grazie alla professionalità e alla dedizione delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Presìdi nei quartieri, possibile sciopero
La prima giornata di mobilitazione ha coinvolto i nidi Speranza, Costa, Villari e An/8. Secondo il calendario annunciato dalla FP CGIL, i volantinaggi proseguiranno nelle strutture La Tana del Ghiro, Le Ali di Michela, Montessori, Libertà e Stanic. Il sindacato attende intanto la convocazione da parte della Prefettura nell’ambito della vertenza e chiede al Comune di ritirare la proposta di modifica dei rapporti numerici, aprendo un confronto sull’organizzazione del servizio e sulle assunzioni necessarie. “Chiediamo al Sindaco, all’Assessore competente e all’intera Amministrazione comunale di fare un passo indietro e rinunciare alla modifica dei rapporti numerici, aprendo un confronto serio su organici, organizzazione del lavoro e apertura dei nuovi nidi, nel rispetto degli standard attuali. Siamo in attesa della convocazione da parte del Prefetto, ma sia chiaro: se il Comune di Bari andrà avanti con questa scelta, la mobilitazione proseguirà fino alla proclamazione dello sciopero. Non accetteremo che a pagarne le conseguenze siano i bambini, le famiglie e il personale”.
La FP CGIL ribadisce infine che l’ampliamento dei servizi educativi deve procedere insieme alla tutela delle condizioni di lavoro e al mantenimento degli standard di assistenza. “Difendere la qualità educativa significa mettere al centro i bisogni dei bambini, dare risposte adeguate alle famiglie e assicurare al personale le condizioni necessarie per svolgere al meglio il proprio lavoro”.

