Dal 20 al 22 ottobre, alla Fiera del Levante, 192 espositori da 19 Paesi e buyer quadruplicati rispetto al 2024. Al centro mercati esteri, innovazione e crisi della redditività agricola
Centonovantadue espositori provenienti da 19 Paesi, 15mila metri quadrati di superficie espositiva e una presenza di buyer internazionali quattro volte superiore alla prima edizione. Bari si prepara ad accogliere LUV 2026, la fiera internazionale dell’uva da tavola che dal 20 al 22 ottobre riunirà alla Nuova Fiera del Levante produttori, distributori, ricercatori e operatori commerciali.
Ma dietro i numeri della manifestazione emerge una questione decisiva per il futuro del comparto: produrre uva di qualità non garantisce più, da solo, un reddito adeguato alle imprese. I costi crescenti, la carenza di manodopera e le difficoltà nel valorizzare il prodotto sui mercati rappresentano le principali sfide di una filiera particolarmente importante per l’economia agricola pugliese.
Buyer da tutto il mondo e nuove opportunità commerciali
Dopo il debutto del 2024, LUV rafforza la propria dimensione internazionale. Sono attesi operatori provenienti dall’Europa, dal Cile, dal Giappone, dalla Cina, dall’India, dalla Thailandia e dalla Penisola Araba.
L’obiettivo è favorire nuove relazioni commerciali, ampliare i mercati di destinazione e mettere in contatto diretto aziende produttrici e grandi gruppi della distribuzione.
“Quest’anno abbiamo voluto ampliare lo spazio da dedicare agli stand espositivi: l’obiettivo è garantire un’offerta completa a tutti coloro che prenderanno parte a LUV. Superare i numeri del 2024 era il mio personale obiettivo, ma, una volta raggiunto, si è tramutato in una soddisfazione e un orgoglio collettivi”. A sottolinearlo è Francesco Menelao, sales manager di LUV Fiera.
Tra gli appuntamenti più attesi figura l’arrivo, martedì 20 ottobre, di una delegazione thailandese per avviare un confronto sulle possibilità di consentire l’esportazione dell’uva da tavola italiana verso il Paese asiatico. Saranno presenti anche rappresentanti di importanti realtà distributive, tra cui Megamark, Coop, Veronamercato, Unicomm, Gruppo Arena, Marks & Spencer, Dole Italia e Selex.
La crisi del settore: costi elevati e redditi insufficienti
L’evento arriva mentre numerose imprese agricole affrontano difficoltà economiche legate all’aumento delle spese di produzione e al reperimento dei lavoratori. A fotografare le condizioni del comparto sarà anche un’indagine realizzata da uvadatavola.com, i cui risultati saranno presentati nella giornata inaugurale.
La rilevazione ha raccolto 227 risposte tra il 19 novembre 2025 e il 15 aprile 2026, prevalentemente in Puglia e Sicilia: 133 partecipanti provenivano esclusivamente dalla Puglia e 56 dalla Sicilia. Dall’indagine emerge una distanza tra la valutazione dei risultati produttivi e il grado di soddisfazione complessiva degli operatori.
Il problema riguarda la possibilità di trasformare qualità e quantità della produzione in un’adeguata remunerazione, soprattutto in un mercato caratterizzato dalla concorrenza internazionale e da costi crescenti.
Pietro Piccioni, vicepresidente della Camera di Commercio di Bari, richiama la necessità di ripensare alcuni modelli commerciali. “Se un anno l’uva viene venduta a 10 euro e quello successivo a 2 euro, probabilmente esiste un problema più profondo. Occorre riflettere sui modelli commerciali e sulla completezza degli interventi a sostegno delle imprese. Siamo convinti che qualcosa debba cambiare e che i modelli vadano riadattati a un mondo in evoluzione”.
La Puglia guida la produzione nazionale
Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, la Puglia rappresenta circa il 65% della produzione italiana di uva da tavola, mentre la Sicilia contribuisce per il restante 35%. Un peso produttivo che rende strategico il confronto tra le due regioni e i principali mercati internazionali. Circa il 90% delle esportazioni italiane è diretto verso l’Europa, con Germania, Francia e Polonia tra le destinazioni principali.
L’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, Francesco Paolicelli, sottolinea l’importanza di rafforzare la collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca. “LUV rappresenta un’occasione preziosa per valorizzare la forza dell’agricoltura pugliese e il primato della nostra regione nell’uva da tavola, mettendo in rete imprese, ricerca e istituzioni. In una fase complessa per il settore voglio ringraziare gli organizzatori, gli espositori, le aziende agricole e tutti i player attivi nel comparto dell’uva da tavola che in questo momento particolare continuano a parlare di futuro. La Puglia ha le competenze, la qualità e la capacità produttiva ma è fondamentale rafforzare la collaborazione lungo tutta la filiera. Con LUV vogliamo promuovere una visione mediterranea e innovativa dell’uva da tavola, capace di anticipare le nuove sfide e generare sviluppo sostenibile per i territori”.
Ricerca, intelligenza artificiale e nuovi mercati
Il programma della manifestazione sarà articolato in due spazi dedicati al confronto professionale. Il LUV Auditorium ospiterà incontri sulle dinamiche economiche, sui mercati esteri e sulle strategie commerciali, compresi gli appuntamenti del Fruitnet Grape Congress, con traduzione simultanea italiano-inglese.
Il LUV Agorà sarà invece dedicato alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica, con approfondimenti su genetica, nuove varietà, viticoltura di precisione, intelligenza artificiale e sistemi di monitoraggio a distanza dei vigneti. Tra gli esperti coinvolti figurano Alessandro Vivaldi dell’Università di Bari e Rosario Di Lorenzo dell’Università di Palermo.
Spazio anche alle tecnologie per la conservazione del prodotto, al packaging, alla gestione delle risorse idriche, ai cambiamenti climatici e alle certificazioni. Le attività comprenderanno incontri B2B e visite guidate presso aziende del territorio, con l’obiettivo di favorire il contatto diretto tra buyer internazionali e realtà produttive pugliesi.
L’ambizione di diventare un riferimento per il Mediterraneo
Mirko Sgaramella, project manager di LUV Fiera e coordinatore di Fruit Communication, indica nell’integrazione tra produttori, imprese e mercati uno degli obiettivi principali della manifestazione.“Vogliamo fare di LUV la capitale europea dell’uva da tavola e un punto di riferimento per l’intero bacino del Mediterraneo, coinvolgendo anche Paesi produttori come Spagna, Egitto e Turchia”. La prospettiva è condivisa dalla Nuova Fiera del Levante, il cui presidente Gaetano Frulli considera la manifestazione un’opportunità per rafforzare la visibilità internazionale del comparto italiano.
Apertura il 20 ottobre, ingresso gratuito
L’inaugurazione ufficiale si terrà martedì 20 ottobre alle ore 10, con il taglio del nastro e la tavola rotonda “Un comparto che fa squadra”, moderata dal giornalista Domenico Castellaneta. Al confronto parteciperanno, tra gli altri, Giacomo Suglia di APEO, Massimiliano Del Core della Commissione Italiana Uva da Tavola e Vincenzo Di Piazza dell’Associazione Uva da Tavola Siciliana.
La manifestazione è organizzata da Fruit Communication con il supporto della Nuova Fiera del Levante, APEO, CUT e Associazione Uva da Tavola Siciliana, con UniCredit come main sponsor e la collaborazione della Regione Puglia e della Camera di Commercio di Bari. LUV 2026 sarà aperta dal 20 al 22 ottobre, dalle 9 alle 18, nel Nuovo Padiglione della Fiera del Levante, con accesso dall’Ingresso Agricoltura. L’ingresso è gratuito, previa registrazione sul sito ufficiale di LUV Fiera.

