La consigliera denuncia la terza seduta consecutiva senza regolare svolgimento dei lavori. Rinuncia al gettone di presenza e chiede l’intervento del Prefetto
Tre sedute consecutive senza riuscire a portare regolarmente avanti i lavori del Consiglio comunale di Taranto. È la situazione denunciata dalla consigliera Bianca Boshnjaku, che interviene dopo le tensioni registrate nell’ultima riunione dell’assise cittadina, respingendo le accuse di essersi sottratta alle proprie responsabilità e chiedendo garanzie per il pieno esercizio del mandato istituzionale. La consigliera sollecita un intervento del sindaco e degli organi competenti per ripristinare condizioni che consentano all’assemblea di discutere e votare gli argomenti all’ordine del giorno. Annuncia inoltre di aver già comunicato formalmente la rinuncia al gettone di presenza relativo all’ultima seduta.
Ventitré punti rimasti senza discussione
Secondo quanto riferito da Boshnjaku, nell’ultima riunione erano iscritti all’ordine del giorno 23 punti, tra cui una mozione da lei presentata e sostenuta dalle firme di centinaia di cittadini. La mancata prosecuzione dei lavori avrebbe impedito anche in questa occasione di affrontare le questioni previste e fornire risposte alle richieste della comunità. “Per la terza seduta consecutiva, il Consiglio comunale di Taranto non è stato messo nelle condizioni di svolgere regolarmente i propri lavori. Un fatto grave, che non può diventare la consuetudine”. La consigliera sottolinea che il problema non riguarda soltanto il rinvio delle iniziative consiliari, ma le condizioni necessarie affinché tutti gli eletti possano esercitare pienamente le proprie funzioni.
“Abbiamo ascoltato i lavoratori, ma le regole vanno rispettate”
Boshnjaku interviene anche sulla protesta dei lavoratori che ha caratterizzato la seduta, chiarendo che le loro preoccupazioni occupazionali sono state ascoltate dai rappresentanti istituzionali. Secondo la consigliera, i lavori sono stati sospesi proprio per consentire un incontro con i dipendenti, alla presenza degli assessori, durante il quale sarebbero stati forniti chiarimenti sulle prospettive e sui percorsi individuati dall’Amministrazione. “Il rispetto per i lavoratori e per le loro legittime preoccupazioni non è mai stato in discussione. Abbiamo sospeso i lavori, incontrato e ascoltato i loro rappresentanti alla presenza degli assessori, che hanno fornito chiarimenti sulle prospettive e sui percorsi individuati dall’Amministrazione. Ma ascoltare non significa consentire che il funzionamento delle istituzioni venga subordinato alle proteste”.
Il richiamo al Regolamento consiliare
La contestazione riguarda soprattutto il mancato rispetto, secondo Boshnjaku, delle disposizioni che disciplinano il comportamento del pubblico e la conduzione delle sedute. La consigliera richiama l’articolo 52 del Regolamento, che prevede un comportamento composto da parte di chi assiste ai lavori e vieta manifestazioni di protesta o disapprovazione attraverso parole, cori, gesti, applausi e fischi. Lo stesso articolo, sottolinea, attribuisce alla Presidenza specifici poteri per ristabilire l’ordine.
Viene inoltre richiamato l’articolo 4, relativo al compito della Presidenza di garantire ai consiglieri il regolare esercizio delle proprie funzioni. “Per la terza volta consecutiva, ritengo che queste garanzie non siano state adeguatamente assicurate. È una situazione che considero istituzionalmente inaccettabile, indipendentemente da chi sia chiamato a presiedere l’aula”.
“Non ho abbandonato i lavori”
Boshnjaku respinge anche le ricostruzioni secondo cui avrebbe lasciato il Consiglio per evitare il confronto. “Respingo qualsiasi ricostruzione strumentale secondo cui avrei abbandonato i lavori consiliari. Ero presente, ho partecipato all’incontro con i lavoratori ed ero pronta a svolgere il mio mandato, non mi sono sottratta alle mie responsabilità. Mi è stato, ancora una volta, impedito di esercitarle pienamente”. A sostegno della propria posizione, la consigliera ha comunicato alla Presidenza la decisione di rinunciare al compenso previsto per la partecipazione alla seduta, ritenendo che non vi siano state le condizioni per svolgere regolarmente l’attività consiliare.
Chiesto il coinvolgimento del Prefetto
La consigliera sollecita infine una soluzione urgente, anche alla luce della temporanea assenza per motivi di salute del presidente del Consiglio comunale, circostanza che rende particolarmente delicata la gestione dei lavori dell’assemblea.
Boshnjaku ritiene inoltre necessario richiamare l’attenzione del Prefetto di Taranto, affinché vengano garantite condizioni di sicurezza e serenità nello svolgimento delle attività istituzionali, nell’ambito delle competenze prefettizie. “Non chiedo privilegi, solo l’esercizio del mio mandato istituzionale. Chiedo che mi sia consentito di svolgerlo, nel rispetto delle regole e, soprattutto, dei cittadini che rappresento. Perché la democrazia è ascolto e partecipazione, ma è anche rispetto delle istituzioni”.

