Taranto, Lazzàro attacca Bitetti: “Maggioranza in fuga”

Scritto il 10/10/2026
da Redazione

Il consigliere di FdI accusa l’Amministrazione di sottrarsi al confronto sulle vertenze occupazionali: “La città è senza guida”


Quattro vertenze occupazionali aperte, centinaia di famiglie preoccupate per il futuro e una seduta del Consiglio comunale interrotta per la mancanza del numero legale. È il quadro denunciato da Luca Lazzàro, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che torna all’attacco del sindaco Piero Bitetti e della sua maggioranza dopo quanto accaduto nell’aula di Palazzo di Città.

L’esponente di opposizione contesta duramente la decisione dei consiglieri di maggioranza di abbandonare la seduta, interpretandola come un tentativo di sottrarsi al confronto con i lavoratori e alle responsabilità amministrative.

“La maggioranza che sostiene il sindaco Piero Bitetti ha paura. Paura dei cittadini, paura dei lavoratori, paura di confrontarsi con una città alla quale non è più in grado di dare risposte. Ieri sera ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione: hanno abbandonato l’aula del Consiglio comunale, facendo mancare il numero legale. Una fuga politica che rappresenta la fotografia più evidente del fallimento di questa amministrazione: non governano i problemi, scappano dai banchi”.

Quattro vertenze al centro dello scontro

Lazzàro richiama soprattutto le difficoltà occupazionali che interessano diversi servizi cittadini. Tra le situazioni indicate figurano i circa 50 lavoratori della Daniele Ambiente, impegnati nell’impianto Pasquinelli e interessati da una procedura di licenziamento collettivo, gli addetti alle pulizie dello stadio Erasmo Iacovone, i dipendenti dell’appalto del verde pubblico e i lavoratori interinali di Kyma Ambiente.

“In aula e fuori dal Municipio non c’erano statistiche o meri ordini del giorno: c’erano persone in carne e ossa, famiglie angosciate. C’erano i circa 50 lavoratori della Daniele Ambiente dell’impianto di preselezione rifiuti di Pasquinelli, raggiunti da una pesante procedura di licenziamento collettivo; c’erano gli operatori delle pulizie dello stadio Erasmo Iacovone, rimasti senza tutele né certezze sul proprio futuro lavorativo; c’erano gli addetti dell’appalto del verde pubblico e i lavoratori interinali di Kyma Ambiente, ancora in attesa di risposte”.

Secondo il consigliere, la contemporanea presenza di queste vertenze avrebbe richiesto un confronto istituzionale particolarmente attento, anziché l’interruzione dei lavori consiliari.

“Chi governa deve garantire il numero legale”

Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda la responsabilità politica della maggioranza nel garantire il regolare funzionamento del Consiglio comunale. “È paradossale, oltre che politicamente gravissimo, che sia proprio la maggioranza a far cadere il numero legale. Chi vince le elezioni riceve dai cittadini il mandato di governare, non di dileguarsi quando i nodi diventano scomodi. Garantire il regolare funzionamento della massima assise cittadina e assumersi il peso delle decisioni è il primo dovere di chi amministra: qui invece assistiamo al totale capovolgimento del ruolo delle istituzioni”.

Lazzàro respinge quindi la scelta di interrompere la seduta, sostenendo che le difficoltà emerse avrebbero dovuto essere affrontate all’interno dell’assemblea. La maggioranza, attraverso una precedente presa di posizione del consigliere Giandomenico Vitale, aveva invece motivato l’abbandono dell’aula denunciando presunte irregolarità nella gestione dei lavori e una limitazione delle prerogative dei consiglieri.

Kyma Ambiente, il nodo dei 43 milioni

Nel mirino dell’esponente di Fratelli d’Italia finisce anche la situazione economica di Kyma Ambiente, per la quale Lazzàro richiama un disavanzo di oltre 43 milioni di euro, denunciando il rischio di un aggravamento della crisi aziendale.

Si tratta di una cifra indicata dal consigliere nella propria contestazione politica, insieme alle preoccupazioni per la tenuta dei servizi pubblici e il futuro dei dipendenti. “Nel frattempo Kyma Ambiente attraversa una crisi gravissima, con un buco di bilancio da oltre 43 milioni di euro e il rischio concreto di un tracollo aziendale. I servizi pubblici essenziali sono in affanno, il decoro urbano è sotto gli occhi di tutti e interi settori produttivi della città vivono nella precarietà”.

Lazzàro attribuisce queste difficoltà alla mancanza, a suo giudizio, di una strategia amministrativa capace di affrontare contemporaneamente i problemi economici e occupazionali delle società partecipate e degli appalti comunali.

“Bitetti spieghi quali soluzioni ha”

Il consigliere rivolge infine una serie di interrogativi direttamente al sindaco e ai capigruppo di maggioranza, chiedendo di chiarire quali interventi intendano adottare per risolvere le vertenze. “Chiedo pubblicamente al sindaco e ai capigruppo di maggioranza: di cosa avete paura? Se avete proposte credibili per salvare l’occupazione e risanare le nostre partecipate, perché fuggite dal dibattito d’aula? La verità è che non esiste alcun piano industriale e si preferisce lasciare marcire le emergenze confidando nel silenzio di corridoio”.

Lazzàro annuncia che l’opposizione continuerà a esercitare la propria attività di controllo e proposta, sollecitando la maggioranza ad assumere decisioni sulle questioni ancora aperte. “A Bitetti voglio dire una cosa molto semplice: non si può scappare per sempre. Prima o poi bisogna avere il coraggio di governare. E se non si è in grado di farlo, bisogna avere il coraggio di prenderne atto. Taranto non può restare ostaggio della paura e dell’immobilismo di chi la amministra. La città ha bisogno di una guida, non di una maggioranza in fuga”.