Il consigliere del PRI contesta l’interruzione del Consiglio comunale dopo l’intervento dei lavoratori Pasquinelli: “Se non sapete affrontare i problemi, andate a casa”
La protesta dei lavoratori dell’impianto Pasquinelli approda in Consiglio comunale a Taranto, ma la seduta si conclude tra polemiche e lavori rimasti incompiuti. A denunciare l’accaduto è Mirko Di Bello, consigliere comunale del Partito Repubblicano Italiano, che accusa la maggioranza di aver abbandonato l’aula dopo aver ascoltato un rappresentante dei dipendenti, impedendo di fatto la prosecuzione dell’attività consiliare.
Una decisione che, secondo l’esponente del PRI, avrebbe lasciato senza discussione diverse mozioni e interrogazioni già inserite all’ordine del giorno, comprese quattro iniziative da lui presentate.
La protesta dei lavoratori Pasquinelli
La vicenda è iniziata quando i lavoratori dell’impianto Pasquinelli hanno interrotto la seduta chiedendo cinque minuti per esporre le proprie preoccupazioni occupazionali e ottenere risposte dall’Amministrazione comunale.
Una richiesta avanzata dopo numerose istanze e che, secondo Di Bello, avrebbe potuto essere gestita seguendo quanto già avvenuto in una precedente riunione del Consiglio, quando era stato consentito un intervento ai dipendenti dell’appalto del verde pubblico.
Dopo alcuni confronti, anche accesi, è stata concessa la parola a un rappresentante dei lavoratori. Terminato l’intervento, intorno alle 16, la maggioranza ha lasciato l’aula, determinando l’interruzione dei lavori. Di Bello sostiene che in quel momento la situazione fosse già tornata alla normalità e che non vi fossero impedimenti alla prosecuzione della seduta.
“Il Consiglio non può fermarsi alla prima difficoltà”
Il consigliere repubblicano critica duramente la scelta della maggioranza, ritenendola incompatibile con la necessità di affrontare le numerose emergenze della città. “Il Consiglio comunale non può fermarsi alla prima difficoltà. Governare significa saper ascoltare, affrontare i problemi e assumersi le proprie responsabilità, non abbandonare l’aula senza ragioni. Occorre interrogarsi sulla capacità di affrontare le ben più complesse emergenze che interessano Taranto, dalle vertenze occupazionali alle questioni ambientali. Se non si è in grado di garantire il confronto istituzionale e di dare risposte concrete ai cittadini, si abbia il coraggio di lasciare il timone dell’Amministrazione comunale e rassegnare le dimissioni”.
Le mozioni rimaste senza discussione
Tra gli argomenti che, secondo Di Bello, non è stato possibile affrontare figurano tre mozioni e un’interrogazione presentate dal consigliere. La prima riguarda la proposta di trasformare Taranto in un centro di preparazione olimpica e federale, dando seguito all’iniziativa promossa da Lorenzo Laporta, sostenuta da quasi 20mila firme e arrivata anche all’attenzione del ministro dello Sport Andrea Abodi. La seconda mozione è dedicata alla salvaguardia del patrimonio palmizio storico cittadino, mentre la terza propone il potenziamento della rete Wi-Fi pubblica gratuita, con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi digitali e rendere la città maggiormente connessa. A queste si aggiunge un’interrogazione sulle emissioni odorigene segnalate tra agosto e i primi giorni di settembre, fenomeno sul quale il consigliere chiede chiarimenti e risposte istituzionali.
La richiesta di responsabilità politica
Per Di Bello, quanto accaduto rappresenta un problema che va oltre la singola seduta, perché riguarda la capacità dell’Amministrazione di garantire il confronto democratico anche nei momenti più difficili. Il consigliere ritiene che le proteste dei lavoratori e le tensioni emerse durante i lavori consiliari non debbano diventare motivo per rinviare la trattazione delle questioni all’ordine del giorno. Da qui la richiesta alla maggioranza di assumersi le proprie responsabilità politiche e amministrative, garantendo la prosecuzione delle attività istituzionali e il confronto sulle vertenze occupazionali e ambientali che interessano Taranto.

