Torremaggiore, 118 a rischio: dieci sindaci chiedono un confronto urgente con Regione e Asl

Scritto il 30/09/2026
da Antonella D'Avola

Dieci sindaci del territorio fanno fronte comune sulla riorganizzazione del servizio 118 e chiedono un confronto urgente con la Regione Puglia e l’ASL Foggia. Al centro della richiesta c’è la paventata soppressione di cinque ambulanze attualmente operative in provincia, legata alla grave carenza di personale medico.

La richiesta formale è stata indirizzata al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, all’assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia, al direttore generale dell’ASL Foggia Antonio Giuseppe Nigri e alla Direzione strategica aziendale. A firmarla sono i sindaci di Torremaggiore, San Paolo di Civitate, Apricena, Poggio Imperiale, Lesina, Chieuti, Serracapriola, Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia e Castelnuovo della Daunia.

Particolare attenzione è rivolta alla seconda ambulanza del 118 in servizio presso il PTA “Prof. Nicola Bellantuono” di Torremaggiore, considerato un presidio di riferimento per un ampio bacino territoriale che comprende numerosi comuni dell’Alto Tavoliere e del Gargano settentrionale.

La mobilitazione dei primi cittadini arriva dopo le informazioni emerse nel confronto del 29 settembre sulla riorganizzazione dell’emergenza-urgenza. Secondo quanto riferito, la seconda ambulanza di Manfredonia sarebbe stata confermata, mentre resterebbero interessati dalla soppressione gli altri mezzi previsti dal piano.

I sindaci chiedono però di conoscere ufficialmente contenuti, tempi e criteri delle decisioni. La distribuzione delle ambulanze, sottolineano, non può essere valutata esclusivamente sulla base del numero degli abitanti, ma deve tenere conto anche dell’estensione dei territori, dei bacini di utenza, delle distanze dagli ospedali, della viabilità, dei tempi di percorrenza e del numero degli interventi effettuati.

L’obiettivo indicato nel documento è arrivare a un’intesa che consenta di mantenere le ambulanze attualmente operative oppure di individuare soluzioni organizzative in grado di garantire gli stessi livelli di tempestività, sicurezza e continuità dell’assistenza.

«Non chiediamo trattamenti di favore, ma una distribuzione equa dei servizi che tenga conto delle reali caratteristiche del territorio», affermano i dieci sindaci, ribadendo che la tutela della salute e la sicurezza dei cittadini devono restare la priorità.

In attesa del confronto con Regione e ASL Foggia, i primi cittadini chiedono inoltre che non vengano assunte decisioni definitive capaci di ridurre l’attuale capacità operativa del 118 nei territori interessati.