Dopo CallMat e Konecta, System House annuncia 525 esuberi. Il sindacato chiede un tavolo di crisi interministeriale
Il settore dei contact center attraversa una nuova fase di forte tensione occupazionale. UGL Telecomunicazioni torna a lanciare l’allarme dopo l’annuncio di 525 esuberi da parte di System House, che si aggiungono ai 350 licenziamenti preannunciati da CallMat di Matera e agli esuberi comunicati nei giorni scorsi da Konecta Italia.
Per il sindacato, il comparto CRM/BPO è entrato in una crisi che non può più essere affrontata attraverso interventi isolati e richiede una risposta immediata da parte del Governo.
System House annuncia 525 esuberi
Secondo l’informativa ricevuta il 18 settembre, System House avrebbe previsto 500 esuberi tra gli operatori e 25 nelle funzioni di staff, distribuiti su nove regioni: Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia e Umbria.
A questa situazione si aggiungono i numeri già comunicati da Konecta Italia, con 600 FTE operativi e 70 FTE nelle funzioni indirette, oltre alla vertenza CallMat di Matera e ad altre situazioni ancora aperte, tra cui quella di Konecta R in Calabria.
UGL parla di un quadro “devastato e fuori controllo”, aggravato anche dalle segnalazioni di una forte riduzione dei volumi di lavoro in diverse aziende del settore.
Il nodo dell’Intelligenza Artificiale
Tra le cause indicate dalle imprese compare la contrazione delle attività legata all’automazione dei processi e all’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nell’assistenza clienti.
Su questo punto UGL Telecomunicazioni rivendica di aver segnalato da tempo i rischi di una trasformazione tecnologica non accompagnata da regole adeguate.
“Oggi vediamo le conseguenze di una totale assenza di regole e norme per governare la trasformazione digitale: l’impatto dell’IA si sta scaricando unicamente su occupazione e salari, andandosi a sommare alle piaghe storiche delle delocalizzazioni all’estero, delle gare al massimo ribasso e dei tentativi, sempre più massivi, di aggirare la clausola sociale”.
La richiesta al Governo
Il sindacato chiede ora la convocazione immediata di un tavolo di crisi interministeriale che affronti complessivamente la situazione del comparto.
UGL denuncia inoltre il silenzio delle istituzioni e della politica, accusate di non aver gestito in tempo gli effetti della transizione tecnologica sul lavoro.
Per il sindacato, la crescita degli esuberi registrata nel giro di pochi giorni dimostra che la crisi non riguarda più singole aziende, ma l’intero modello produttivo del settore.

