Intesa – San Paolo, spiava i conti di vip e politici: chiuse le indagini sull’ex dipende Coviello

Scritto il 15/09/2026
da Antonella Fazio

BARI – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato, Ignazio Maria La Russa e il ministro della Difesa Guido Crosetto. E ancora Mario Draghi, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi e Marta Fascina, Raffaele Fitto e Umberto Bossi. In tutto 3572 clienti spiati a loro insaputa e vittime di Spionaggio Patrimoniale. La Procura di Bari chiude le indagini sul caso di Vincenzo Coviello, 54enne di Bitonto, l’ex dipendente dell’istituto di credito Intesa Sanpaolo, già addetto alla sede Agribusiness di Bisceglie e licenziato nell’agosto 2024, che per anni, dal gennaio 2020 all’aprile 2024, – sfruttando le proprie credenziali – avrebbe monitorato in maniera “occulta, sistematica e prolungata” i dati sensibili e finanziari oltre 3mila clienti vip e non.
All’indagato da via Dioguardi si contestano i reati di accesso abusivo al sistema informatico o telematico, aggravato dal fatto che l’infrastruttura bancaria colpita è formalmente inserita all’interno del Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica, rendendo l’attacco una minaccia diretta alle infrastrutture critiche del Paese. L’indagine è partita dalla denuncia di un correntista nel luglio 2024, il professore Antonio Moschetta, e si è avvalsa del supporto di consulenti tecnici specializzati nel contrasto al cybercrime. Sono stati acquisiti e analizzati i log di sistema e dei tracciati informatici dell’istituto di credito, dati che hanno permesso agli inquirenti di ricostruire nel dettaglio l’intricata rete delle intrusioni.
Nel corso delle indagini, inoltre, sono emerse responsabilità a carico di ulteriori sette soggetti, tutti dipendenti dello stesso Istituto di Credito, che avrebbero avuto condotte analoghe a quelle di Coviello. La loro posizione è stata stralciata e i relativi fascicoli trasmessi alle altre sedi giudiziarie di competenza.
A Coviello viene anche contestato il procacciamento illecito di notizie concernenti la sicurezza dello Stato e, plurime e sistematiche violazioni della normativa a tutela della Privacy.