Nel mirino piste ciclabili e nuovi insediamenti commerciali. I dem chiedono una pianificazione condivisa per tutelare identità, commercio e artigianato
Le trasformazioni urbanistiche e commerciali di Grottaglie accendono lo scontro politico. Il circolo cittadino del Partito Democratico rivolge un appello diretto al sindaco Ciro D’Alò, chiedendo di fermare le scelte in corso e aprire un confronto pubblico con cittadini e categorie economiche.
Al centro della presa di posizione ci sono i contestati percorsi ciclabili e il nuovo insediamento commerciale e della ristorazione previsto a ridosso del Quartiere delle Ceramiche. Secondo il Pd, interventi di questa portata rischiano di trasformare la città senza una visione complessiva e condivisa.
“Mobilità sostenibile ridotta a semplice facciata”
Una delle critiche più nette riguarda proprio le piste ciclabili. Per il circolo dem, la mobilità sostenibile non può limitarsi alla realizzazione di corsie prive di un sistema capace di collegarle efficacemente al resto della città. “Assistiamo a una mobilità sostenibile ridotta a semplice facciata: corsie sull’asfalto tracciate senza un disegno unitario, senza rastrelliere o nodi di interscambio adeguati, creano solo spezzoni isolati che scaricano i disagi quotidiani su residenti e commercianti”. Da qui la richiesta di una pianificazione generale che tenga insieme viabilità, parcheggi, vivibilità urbana e utilità delle opere pubbliche.
Nuovi insediamenti, il Pd: “Lavoro sì, ma non diventi un alibi”
Il secondo fronte riguarda l’espansione commerciale. Il Pd riconosce l’importanza di nuove opportunità occupazionali, soprattutto in un territorio segnato dalle crisi industriali, ma chiede di non sacrificare per questo la programmazione urbanistica e il tessuto economico locale.
“Ogni nuova opportunità di lavoro merita massimo rispetto, ancor di più in un territorio come il nostro, ferito da gravi crisi industriali, ma l’occupazione non può diventare l’alibi per rinunciare alla pianificazione urbanistica, a uno sviluppo urbano equilibrato che freni l’avanzata del cemento e alla difesa delle nostre botteghe e dell’artigianato tipico”.
Il circolo contesta inoltre l’atteggiamento dell’amministrazione guidata da D’Alò, accusandola di tentare di prendere le distanze da decisioni maturate dopo quasi un decennio di governo cittadino.
La polemica sui marchi globali e la Palestina
Nel documento entra anche il tema politico della solidarietà al popolo palestinese. Il Pd evidenzia quella che considera una contraddizione tra le posizioni assunte su questo fronte e l’arrivo di marchi internazionali oggetto di campagne di boicottaggio. “Stride ancor di più il corto circuito morale di chi vorrebbe accreditarsi come unico interprete della solidarietà al popolo palestinese – una battaglia sacrosanta che appartiene da sempre a tutto il campo progressista – per poi avallare in silenzio l’insediamento di quegli stessi marchi globali al centro di storiche campagne di boicottaggio internazionale”.
“Sindaco D’Alò, si fermi”
La richiesta conclusiva è quella di coinvolgere direttamente cittadini, commercianti, artigiani, ceramisti e forze sociali prima di procedere con decisioni considerate determinanti per il futuro della città. “Di fronte a scelte così decisive, al sindaco D’Alò chiediamo un atto di responsabilità: si fermi. Ascolti il malcontento reale e apra immediatamente un confronto pubblico con la cittadinanza, i commercianti, gli artigiani, i ceramisti e le forze sociali”.
Sul piano politico, il Pd ribadisce infine il lavoro per costruire a Grottaglie un centrosinistra ampio, inclusivo e plurale, dichiarandosi contrario a veti e preclusioni nei confronti di chi voglia condividere un progetto fondato su bene comune, trasparenza amministrativa e futuro della città.

