Regione e Ministero correggono il parametro per gli indennizzi. Le organizzazioni di categoria: “Una deroga importante per un comparto già duramente colpito”
Un correttivo atteso dal comparto mitilicolo tarantino e considerato decisivo per evitare che le imprese già colpite dalle morie degli ultimi anni restassero escluse o fortemente penalizzate dagli aiuti. Le organizzazioni sindacali e datoriali del settore esprimono soddisfazione dopo la modifica del parametro previsto per il calcolo degli indennizzi nell’ambito del bando destinato alle imprese della pesca e dell’acquacoltura.
A intervenire congiuntamente sono Coldiretti Taranto, Unci Agroalimentare, Confcooperative Taranto-Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare Taranto, Confesercenti CasaImpresa Taranto, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca.
Il nodo del parametro del 2025
L’Avviso pubblico per la compensazione finanziaria agli operatori della pesca e dell’acquacoltura, relativo al mancato guadagno e ai costi aggiuntivi legati alla perturbazione del mercato provocata dal conflitto internazionale in Medio Oriente, prevedeva inizialmente che l’indennizzo fosse calcolato sulla base delle quantità di prodotto commercializzate nel 2025.
Un criterio che, secondo le organizzazioni di categoria, avrebbe danneggiato in maniera particolare le aziende tarantine della mitilicoltura.
La straordinaria moria di mitili adulti e di seme registrata nell’estate del 2024, attribuita all’eccezionale aumento delle temperature delle acque, aveva infatti compromesso la produzione successiva. Nel 2025 molte imprese non avevano potuto commercializzare prodotto, concentrando gli impianti soprattutto sulle attività di ripopolamento e accrescimento.
Per l’indennizzo si potrà guardare al 2023
La segnalazione avanzata dal comparto è stata recepita. Con una nota del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste è stato stabilito che, per le imprese di mitilicoltura in grado di dimostrare oggettivamente che la produzione del 2024 e del 2025 sia stata significativamente compromessa dalle morie, il riferimento per il calcolo dell’indennizzo sarà la produzione commercializzata nel 2023 e non quella del 2025.
“Si tratta di una deroga circoscritta ma di grande importanza, che evita di penalizzare due volte un comparto già duramente colpito e consente alle imprese di accedere concretamente alle misure di sostegno previste”.
Le organizzazioni ringraziano la Regione Puglia, nella sua funzione di Organismo Intermedio, e il Ministero per aver recepito le osservazioni avanzate dal territorio.
Il ringraziamento a Cosa e Paolicelli
Nel comunicato viene sottolineato anche il ruolo dell’assessore del Comune di Taranto Francesco Cosa, per il supporto fornito nelle interlocuzioni con la Regione, e dell’assessore regionale Francesco Paolicelli.
A quest’ultimo viene riconosciuta la tempestività nella convocazione di un tavolo tecnico fissato per venerdì 4 settembre, dopo la successiva denuncia relativa alla moria del novellame.
Attesa per il tavolo sulla mortalità del seme
L’attenzione del comparto si sposta ora sul grave problema della mortalità del seme di cozza nel Primo Seno del Mar Piccolo.
Alla riunione del 4 settembre parteciperanno organizzazioni di categoria e istituzioni competenti, con l’obiettivo di individuare interventi concreti.
“Ci attendiamo un confronto concreto e operativo sul grave problema della mortalità del seme di cozza nel Primo Seno di Mar Piccolo. Auspichiamo che dal tavolo emergano misure immediate di monitoraggio ambientale e sanitario, nonché strumenti di sostegno adeguati a tutelare le imprese e a salvaguardare la continuità produttiva della mitilicoltura tarantina, patrimonio economico, sociale e identitario del territorio”.

