Un nuovo episodio di violenza scuote la casa circondariale di Taranto. Un assistente capo coordinatore della Polizia Penitenziaria è rimasto ferito all’orecchio, rendendo necessari quattro punti di sutura, nel tentativo di sventare una “spedizione punitiva” all’interno della struttura detentiva.
L’ennesima aggressione ha scatenato la dura reazione dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria). Il Segretario Regionale Angelo Sciabica e il Segretario Generale Aggiunto Pasquale Montesano hanno espresso una condanna fermissima verso le frange criminali interne, chiedendo un intervento immediato ai vertici politici del Ministero.
Servono parole chiare e senza appello: giù le mani dalla Polizia Penitenziaria!», tuonano i vertici dell’OSAPP Sciabica e Montesano. «Condanniamo la spavalderia criminale di chi pensa di imporre con la forza la propria legge all’interno delle sezioni detentive. L’intervento del nostro collega dimostra eroismo e professionalità incrollabile, ma l’abnegazione degli agenti non può più fare da scudo all’inerzia delle Istituzioni».Il sindacato accusa i vertici dell’amministrazione penitenziaria di silenzio e chiede che ognuno si assuma le proprie responsabilità di fronte a un sistema ormai al collasso.
Per arginare l’ondata di violenza e ripristinare la legalità nell’istituto ionico, l’OSAPP ha tracciato quattro punti fondamentali d’intervento immediato
Tolleranza zero: Sanzioni penali e disciplinari esemplari contro ogni forma di prepotenza interna e pene più severe per chi aggredisce le Forze dell’Ordine.
I vertici politici e amministrativi devono rispondere direttamente delle falle del sistema e dei pericoli a cui è esposto il personale.
Piano straordinario di assunzioni: Invio immediato di nuove risorse umane per ripianare le carenze d’organico e spezzare l’emergenza continua.
Dotazioni e sicurezza: Fornitura immediata di idonei dispositivi di protezione e revisione urgente dei protocolli d’intervento nelle sezioni a rischio.
«Lo Stato dimostri nei fatti di stare dalla parte di chi difende la legalità», concludono Sciabica e Montesano. «Chi ha il potere di intervenire e non lo fa si rende complice del degrado. Non faremo un solo passo indietro».

