Fischetti richiama la sentenza del Consiglio di Stato e rivendica il lavoro svolto sul dossier Grottaglie: “Se oggi la pratica è a Roma, è grazie al nostro impegno”
Il confronto sull’aeroporto di Taranto-Grottaglie si sposta ancora una volta sul terreno delle competenze istituzionali. A intervenire è Walter G. Fischetti, presidente del Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie, che richiama la sentenza del Consiglio di Stato n. 9046/2024 per sostenere che la decisione sulla continuità territoriale spetti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e non alla Regione Puglia.
Secondo il Comitato, la pronuncia riguarderebbe proprio il contenzioso nato attorno allo scalo tarantino e chiarirebbe che le determinazioni previste dalla normativa statale sono rimesse all’apprezzamento discrezionale del Ministero.
“La Regione va coinvolta, ma non decide da sola”
Fischetti contesta quindi le ricostruzioni che attribuiscono alla Regione una responsabilità esclusiva nell’attivazione della continuità territoriale. “La Regione può e deve essere coinvolta nel procedimento, ma la sentenza individua nel Ministero il soggetto cui compete l’apprezzamento discrezionale definitivo previsto dalla normativa statale”.
Il Comitato sottolinea inoltre che il riconoscimento della continuità territoriale non comporterebbe automaticamente l’avvio delle rotte, ma rappresenterebbe una fase di un procedimento più articolato. “La sentenza non dice che Taranto non possa avere la continuità territoriale. Dice che la decisione spetta al Ministero attraverso il procedimento previsto dalla legge”.
Il richiamo al procedimento già avviato
Il punto centrale della nota riguarda l’interlocuzione con il MIT. Fischetti richiama una comunicazione ricevuta dal Comitato il 30 luglio 2026, nella quale il Ministero avrebbe confermato l’avvio dell’iter e la necessità di ulteriori integrazioni istruttorie. “Un procedimento che richiede integrazioni non è un procedimento inesistente: è, per definizione, un procedimento che deve essere completato”. Da qui la rivendicazione del lavoro portato avanti dal Comitato negli ultimi mesi attraverso sollecitazioni, documentazione e interlocuzioni istituzionali.
L’affondo a Iaia, Taras Futura e Diritto di Volare
Fischetti rivolge quindi un messaggio diretto all’onorevole Dario Iaia, a Taras Futura e al movimento Diritto di Volare, invitandoli a rileggere integralmente gli atti e la sentenza del Consiglio di Stato prima di attribuire alla Regione una competenza pregiudiziale sull’intera procedura. “Il dato che emerge dalla pronuncia è chiaro: la decisione discrezionale sulla continuità territoriale appartiene al Ministero, il procedimento è articolato e l’attivazione dei voli costituisce una fase successiva al riconoscimento degli OSP”.
“Se oggi esiste una pratica a Roma, è grazie al Comitato”
Il Comitato respinge l’idea di una rivendicazione politica, ma difende il ruolo svolto nel portare la questione dello scalo ionico all’attenzione del Ministero. “Se oggi a Roma esiste un’interlocuzione ministeriale sulla continuità territoriale di Taranto-Grottaglie, con un iter dichiarato dal MIT come avviato, ciò è il risultato delle iniziative, delle sollecitazioni e della documentazione trasmessa dal Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie. Non è propaganda. È la sequenza dei fatti. E proprio perché il procedimento esiste, adesso non deve essere fermato, rallentato o trasformato nell’ennesimo scaricabarile istituzionale”.
“Ora si arrivi fino in fondo”
Fischetti indica infine i passaggi che, secondo il Comitato, dovranno portare alla definizione della continuità territoriale: completare l’istruttoria, definire gli Oneri di Servizio Pubblico, reperire le risorse e arrivare all’attivazione dei collegamenti. “A chi continua a dire che non esiste alcun procedimento, rispondiamo con gli atti. A chi continua a indicare soltanto altri responsabili, chiediamo di contribuire a concluderlo. Taranto è già a Roma. E se oggi la pratica è sul tavolo del Ministero, il Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie rivendica con orgoglio di aver contribuito in modo determinante a portarcela”.

