Seconda interrogazione urgente del consigliere di opposizione. Al centro disagio sociale, rete dei servizi territoriali e sostegno alle famiglie
Dopo i gravi fatti verificatisi nella tarda serata del 5 agosto in via Lupara, il consigliere comunale di opposizione Angelo Di Lena ha presentato una nuova interrogazione urgente a risposta orale indirizzata al sindaco, al presidente del Consiglio comunale e al segretario generale. L’iniziativa arriva dopo l’incendio che ha coinvolto due auto in sosta e provocato danni strutturali a una palazzina residenziale. Secondo quanto riferito pubblicamente dalla sorella di un giovane concittadino attraverso i social, l’episodio sarebbe collegato a una situazione personale di forte sofferenza.
La seconda interrogazione
“Ho già depositato un primo atto ispettivo per chiedere chiarimenti sugli indirizzi politici in materia di sicurezza urbana, sulle verifiche di agibilità dell’immobile interessato e sul potenziamento della videosorveglianza – spiega Di Lena in una nota -. Con la nuova interrogazione concentro l’attenzione sul disagio sociale e sull’efficienza della rete territoriale di supporto alle persone e alle famiglie in difficoltà”.
Le richieste all’Amministrazione
“Chiedo risposte sulle linee programmatiche del Comune per rafforzare prevenzione, ascolto e assistenza, oltre alle modalità di raccordo con le strutture socio-sanitarie territoriali – precisa il consigliere -. Inoltre quali direttive sono state impartite ai servizi sociali per verificare i protocolli di intervento precoce e quali strategie siano previste per rendere più capillare il welfare locale?”.
Il raccordo con i servizi socio-sanitari
Uno dei temi sollevati riguarda il rapporto tra l’ente comunale e servizi come Dipartimento di Salute Mentale, CIM e strutture specialistiche. “L’obiettivo dell’interrogazione è capire se esistano procedure adeguate per garantire una presa in carico tempestiva delle situazioni di maggiore fragilità, senza anticipare valutazioni sulle responsabilità relative al singolo episodio”, aggiunge.
”Le istituzioni non possono limitarsi alle emergenze”
«Di fronte a episodi drammatici e a situazioni di profonda sofferenza che scuotono la nostra comunità, le istituzioni non possono limitarsi a gestire le emergenze. È doveroso potenziare la rete di ascolto e protezione sociale. È urgente in modo che nessun cittadino venga mai più lasciato solo”, conclude Di Lena.

