La Federazione ionica chiede un piano industriale fondato su ambiente, lavoro e transizione energetica: “Serve una vera pace tra la città e i lavoratori”
«La sentenza del Tribunale di Milano che ribadisce la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto deve essere rispettata». È la posizione espressa dalla Federazione di Taranto di SocialismoXXI, in sintonia con la direzione regionale pugliese. La nota è firmata dal segretario provinciale Salvatore Mattia, dalla segretaria cittadina Irene Cavallo e dal presidente dell’assemblea cittadina Danilo Semeraro.
«Rispetto per la città e per le famiglie colpite»
SocialismoXXI esprime sostegno alle battaglie dei genitori tarantini che hanno perso i propri figli a causa di malattie che il movimento collega all’inquinamento. La Federazione ionica insiste quindi sulla necessità di rispettare le decisioni della magistratura e di mettere al centro la tutela ambientale e sanitaria del territorio.
La critica ai movimenti ambientalisti
Nel documento non manca un passaggio polemico verso alcune forze ambientaliste. SocialismoXXI sostiene di non vedere più la presenza di movimenti, tra cui i Verdi, che negli anni scorsi hanno ricoperto ruoli di governo a livello nazionale e regionale e che, secondo la Federazione, avrebbero dovuto imprimere una svolta più concreta verso la transizione dal carbone alle energie alternative e green.
«Non si possono dimenticare 20mila lavoratori»
Accanto alla questione ambientale, la Federazione richiama con forza il tema occupazionale. «Nessuno può dimenticare la presenza di 20.000 lavoratori», si legge nella nota. Per SocialismoXXI, a questi lavoratori devono essere garantite occupazione sicura e parità salariale, evitando che la transizione industriale si traduca in perdita di posti di lavoro o peggioramento delle condizioni economiche.
La richiesta di un piano industriale
L’auspicio è che già dalla prossima settimana il tavolo governativo permanente, con il coinvolgimento di istituzioni e parti sociali, possa lavorare a un nuovo piano industriale. L’obiettivo indicato è quello di costruire un progetto fondato su ecologia e lavoro, capace di garantire continuità occupazionale e una prospettiva industriale sostenibile.
«Serve una pace tra Taranto e i lavoratori»
La nota si chiude con un appello a superare decenni di contrapposizioni. Dopo «30 anni di incertezze e diatribe», SocialismoXXI chiede che si arrivi finalmente a una soluzione capace di conciliare diritto alla salute, tutela dell’ambiente e futuro occupazionale. Il traguardo è «una vera pace tra la città e i lavoratori nell’interesse di Taranto e dell’intero territorio coinvolto.

