“Non dimentichi mio marito, inghiottito dal Trigno, lei sa quanto sia dolorosa la mia attesa”. È l’accorato messaggio che la moglie di Mino Racanati, Vanessa De Marco, rivolge via social alla ministra Eugenia Roccella. Del marittimo 53enne di Bisceglie si sono perse le tracce dal 2 aprile scorso, quando il crollo del viadotto sulla Statale 16 Adriatica, sul fiume Trigno, tra Molise e Abruzzo, lo ha travolto.
“Il mio pensiero va ad una donna che, dopo giorni di angoscia, ha potuto riabbracciare, seppur nel dolore, il corpo di suo marito”, scrive Vanessa, consorte di Racanati, dopo il ritrovamento del corpo di Luigi Cavallari, marito della ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità. Il corpo dell’ingegnere 84enne è stato rinvenuto dai sommozzatori nelle acque del Lago di Vico dopo 38 giorni di ricerche, di Cavallari non si avevano più notizie dallo scorso 27 giugno. Tragedia che ha spinto la famiglia di Mino Racanati a rivolgersi direttamente alla Ministra Roccella, sperando in una maggior empatia. “A lei va il mio abbraccio più sincero, nessuno dovrebbe conoscere un dolore così grande. Io vivo ancora sospesa nell’attesa” aggiunge Vanessa.
Dopo giorni di ricerche incessanti, il corpo senza vita di Luigi Cavallari, marito della ministra, è stato individuato grazie all’intervento di unità specialistiche giunte da tutta Italia e all’utilizzo di droni e sofisticati robot subacquei. Le ricerche di Mino Racanati, invece, hanno spesso registrato parziali sospensioni e rallentamenti: il viadotto, crollato sul fiume Trigno, è sotto sequestro giudiziario, l’inchiesta in corso per disastro colposo e le complesse operazioni di bonifica da possibili residui bellici richieste sui fondali del fiume, interessato da aspri combattimenti durante la Seconda Guerra Mondiale, rallentano maledettamente le operazioni di rimozione delle macerie sotto le quali, da oltre quattro mesi, potrebbe essere intrappolato il corpo di Mino Racanati. Ancora nessuna data per l’inizio delle attività di dragaggio del fiume.
Intanto, la famiglia del 53enne biscegliese chiede comprensione ed empatia, sperando che la ministra Roccella, recentemente colpita da un dramma così grande, prenda a cuore la causa, sbloccando i ritardi burocratici ed istituzionali del caso: “Non cerco privilegi – scrive la moglie di Racanati – chiedo soltanto la stessa attenzione, lo stesso impegno e la stessa umanità che ogni famiglia colpita da una tragedia merita. Continuare a sperare è l’unica forza che mi resta. E finché quella speranza sarà viva, continuerò ad aspettare”.

