Che si tratti di piste ciclabili o di bike lane, quelle installate a Lecce nella zona di Viale della Repubblica sembrano rappresentare soprattutto un rischio per ciclisti e automobilisti. Una linea rossa molto stretta, priva di qualsiasi protezione e posizionata nei pressi di una curva in salita dove, nonostante la strada sia a doppio senso di marcia, risulta difficile vedere chi arriva dalla direzione opposta. Una situazione che può quindi rappresentare un pericolo importante per tutti gli utenti della strada.
La pista ciclabile, inoltre, termina improvvisamente lungo via Gemito, nei pressi della strada provinciale che collega Lecce a Villa Convento, lasciando di fatto i ciclisti senza uno spazio dedicato dove poter proseguire in sicurezza e costringendoli a condividere la strada con le automobili, con il rischio di rimanere coinvolti in un incidente.
Se lungo Viale della Repubblica alcuni tratti della pista ciclabile appaiono poco sicuri, proseguendo verso Viale Grassi, altro importante snodo della mobilità cittadina leccese, la situazione è diversa. Qui la pista ciclabile esiste ed è anche sicura, perché realizzata sul marciapiede. Peccato, però, che non sia ancora stato installato lo scivolo che permetterebbe ai ciclisti di raggiungerla dall’inizio del percorso. Chi vuole usufruirne è quindi costretto a compiere manovre potenzialmente rischiose all’interno della rotatoria, prima di riuscire finalmente a immettersi nella corsia dedicata.
Insomma, quella della mobilità sostenibile è una tematica tutt’altro che nuova a Lecce, ma che continua a porre interrogativi sulla sicurezza e sulla reale fruibilità delle infrastrutture. Perché piste ciclabili e bike lane possano diventare davvero un servizio utile alla cittadinanza, è necessario garantire maggiore continuità, protezione e sicurezza, evitando che quello che dovrebbe essere uno strumento per promuovere la mobilità sostenibile possa trasformarsi in un rischio per ciclisti e automobilisti.

