Bari, maltrattava convivente e abusi sulla figlia della donna: finisce in carcere

Scritto il 24/07/2026
da Lorenzo Ruggieri

Da una relazione apparentemente normale a uno scenario da incubo. Una convivenza funestata da minacce, percosse e maltrattamenti anche sui figli della donna, una delle quali sarebbe stata anche abusata sessualmente. La ricostruzione che emerge dall’ordinanza di applicazione delle misure cautelari nei confronti di un 35enne della provincia di Bari racconterebbe anni di violenze fisiche, morali e sessuali perpetrate per anni.

Agli inquirenti, la donna avrebbe raccontato che, dopo un inizio di relazione apparentemente ideale, l’indagato avrebbe iniziato a proibirle di frequentare amici e parenti, impedendole anche di andare a lavorare. Le minacce sarebbero presto sfociate in maltrattamenti fisici. Violenze che non si sarebbero placate nemmeno con la gravidanza della donna, assistita dagli avvocati Antonio La Scala e Laura Bellanova dell’associazione Gens Nova. In un’occasione, l’indagato le avrebbe puntato il coltello alla gola.

Nell’ordinanza, il GIP ha descritto la personalità dell’uomo come “pervasa da insani sentimenti di prevaricazione e violenza”, di cui avrebbe fatto le spese anche la figlia della donna. La giovanissima avrebbe infatti raccontato di essere stata costretta dall’uomo ad avere rapporti sessuali con lui fin dall’età di 12 anni. Episodi che si sarebbero susseguiti fino al 2024, quando avrebbe deciso di rivelare tutto ai parenti. Dopo il primo episodio, gli abusi sarebbero cresciuti, diventando una pretesa, da consumare di nascosto dagli altri componenti dell’abitazione in cui risiedevano. Nemmeno i pianti inconsolabili della giovanissima sarebbero bastati a frenare le violenze dell’uomo. Quest’ultimo avrebbe cercato di controllare anche le frequentazioni della minore a scuola. Dichiarazioni da cui, trascrivono gli inquirenti, trasparirebbe “una sofferenza ancora viva”.

Ritenuti sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, il pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato, Il GIP Alfredo Ferraro ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato.