Materiale sanitario rubato dall’ospedale in cui lavora, il Cardinale Panico di Tricase. È con l’accusa, al momento solo ipotizzata, di peculato che un’infermiera di 38 anni, residente a Giurdignano, è finita sotto inchiesta. All’alba di martedì 21 luglio, i militari della Guardia di Finanza della Tenenza di Otranto hanno effettuato una perquisizione in casa della donna, con l’obiettivo di scovare nell’appartamento il presunto materiale sottratto dal nosocomio.
Il sospetto degli investigatori è che l’infermiera si sia potuta appropriare di presidi medici dal valore non ancora quantificato, ma cospicuo. Tra questi ci sarebbero un bisturi sterile monouso, regolatori di flusso, connettori per cateteri, guanti chirurgici, materiale per suture. E ancora, soluzioni di glucosio e cloruro di sodio in bottiglia, mascherine, tamponi in cellulosa ossidata, oltre a siringhe sterili, lidocaina in pomata e altro. La perquisizione, tuttavia, non ha dato esito positivo: nell’abitazione, infatti, non è stato trovato alcun oggetto riconducibile al presunto furto.
Le fiamme gialle hanno successivamente trasmesso gli esiti della perquisizione al neodirettore generale del nosocomio tricasino, ingegnere Pietro Derrico, succeduto a inizio luglio a suor Margherita Bramato. L’azienda ospedaliera avrebbe già avviato accertamenti interni per eventuali sanzioni disciplinari, qualora le indagini, ancora in corso, dovessero trovare riscontro.
La difesa dell’infermiera, guidata dall’avvocato Tommaso Valente, sostiene intanto che l’inchiesta nasca da un esposto dell’ex compagno, recentemente raggiunto da un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare. Al vaglio l’ipotesi che si tratti dunque di una denuncia sporta per ripicca.

