La Procura della Repubblica di Lecce ha chiuso le indagini preliminari su un presunto traffico di sostanze dopanti destinate ad atleti e appassionati di bodybuilding. Il procedimento, coordinato dal pubblico ministero Francesco Ciardo, riguarda un uomo accusato, in concorso con altre persone al momento non identificate, di avere procurato, detenuto, favorito e commercializzato farmaci e sostanze biologicamente o farmacologicamente attive finalizzate all’alterazione delle prestazioni sportive.
Secondo l’ipotesi accusatoria, le condotte sarebbero state commesse tra il dicembre del 2017 e il marzo del 2022, a Lecce e in altri luoghi. Tra le sostanze indicate nell’avviso figurano diversi tipi di testosterone, nandrolone, trenbolone, stanozololo, gonadotropina, clomifene, tamoxifene, ostarine, ibutamoren, proviron e clenbuterolo.
Prodotti che, sempre secondo la ricostruzione della Procura, sarebbero stati destinati ad aumentare la massa muscolare e migliorare le prestazioni agonistiche degli atleti di bodybuilding. L’indagato avrebbe inoltre fornito indicazioni tecniche e veri e propri programmi di assunzione, organizzando l’utilizzo delle sostanze attraverso protocolli dettagliati.
L’uomo sarebbe stato stabilmente inserito in un circuito illecito di approvvigionamento e distribuzione. Per raccogliere gli ordini e gestire i rapporti con gli acquirenti avrebbe utilizzato social network, applicazioni di messaggistica e altre piattaforme telematiche.
Le spedizioni sarebbero state effettuate attraverso intestazioni e società ritenute fittizie, utilizzate, secondo l’accusa, per occultare la reale provenienza dei prodotti. Anche i pagamenti sarebbero stati gestiti attraverso strumenti finanziari schermati, tra cui carte prepagate intestate a terze persone e un conto corrente estero sul quale sarebbero confluiti bonifici provenienti dall’Italia.
Le sostanze dopanti sarebbero state cedute anche direttamente, attraverso contatti avviati sui social network, pagamenti effettuati mediante ricariche su carte prepagate e successiva spedizione dei prodotti.
Nel corso degli accertamenti sarebbero stati inoltre individuati, sui dispositivi informatici e telematici utilizzati dall’indagato, immagini, listini dei prezzi, conversazioni e tabelle di dosaggio. Materiale che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato messo a disposizione degli acquirenti per illustrare le modalità di utilizzo degli anabolizzanti.
Un ruolo centrale nell’impianto accusatorio sarebbe stato assunto dalla predisposizione di veri e propri cicli farmacologici. L’uomo avrebbe fornito istruzioni dettagliate sulle quantità e sui tempi di assunzione, predisponendo programmi strutturati su base settimanale e combinazioni di più sostanze per periodi prolungati.
In alcuni casi, secondo quanto riportato nell’avviso di conclusione delle indagini, sarebbero state previste somministrazioni di testosterone fino a 500 milligrammi alla settimana, assunzioni quotidiane di ulteriori sostanze e cicli combinati della durata di diversi mesi.
Le contestazioni riguardano il presunto commercio, la cessione e la promozione di sostanze dopanti. Per il nandrolone viene inoltre ipotizzata la violazione della normativa sugli stupefacenti, poiché la sostanza è inserita nelle tabelle previste dal Testo unico in materia.
Con la notifica dell’avviso previsto dall’articolo 415-bis del codice di procedura penale, le indagini preliminari vengono formalmente dichiarate concluse. L’indagato e il suo difensore potranno ora prendere visione degli atti e, entro venti giorni dalla notifica, presentare memorie e documenti, chiedere ulteriori attività investigative oppure domandare di rendere dichiarazioni o di essere sottoposto a interrogatorio.
Al termine della fase difensiva, il pubblico ministero Francesco Ciardo valuterà se chiedere il rinvio a giudizio o assumere differenti determinazioni. La chiusura delle indagini non comporta un accertamento definitivo di responsabilità, che potrà avvenire soltanto nel corso dell’eventuale processo.

