Annullate le misure cautelari nei confronti di Kibria Mollah, Bhupendra Singh Batar, Pasquale De Quarto e Francesco Massafra, indagati nell’ambito dell’operazione Babele. Questa la decisione del Tribunale del Riesame di Lecce dopo i ricorsi depositati dagli avvocati Alessandro Scapati, Francesco D’Agata, Marcello Ferramosca e Luca Balistreri.
I quattro erano stati raggiunti da un’ordinanza di esecuzione delle misure cautelari lo scorso 29 giugno perché ritenuti coinvolti nella presunta associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per gli inquirenti, Mollah sarebbe stato uno degli intermediari della presunta associazione, con il compito di “reperire soggetti connazionali interessati a entrare illegalmente in Italia”, così come Bhupendra Singh Batar.
Una posizione contestata dal legale di Mollah, l’avvocato Alessandro Scapati, secondo cui il suo obiettivo sarebbe stato quello di aiutare connazionali, i quali poi non sarebbero entrati in Italia, rimanendo all’oscuro della fittizietà delle offerte di lavoro e probabilmente senza percepire alcun compenso. De Quarto e Massafra, secondo gli investigatori, erano ritenuti tra gli “imprenditori compiacenti disponibili a presentare istanze simulate di assunzione”. Il primo era stato posto ai domiciliari, mentre il secondo era tornato a casa per motivi di salute dopo essere stato condotto in carcere.
I ricorsi presentati sono stati accolti dal Tribunale del Riesame di Lecce, presieduto dal Giudice Simone De Benedictis, il quale ha annullato il carcere per Mollah e Batar e i domiciliari per De Quarto e Massafra, disponendone le scarcerazioni. Il prossimo 21 luglio, intanto, si terranno i Riesami per gli altri indagati.

