Al consulente antidroga Antonio Pignataro il premio “Ambasciatore di Gentilezza 2026”

Scritto il 12/07/2026
da Maria Teresa Carrozzo

Il riconoscimento a Campobasso. Pignataro dedica il premio ai magistrati che decidono in materia di droga “con equilibrio e senza ideologia”: “Le sentenze incidono sulla vita dei giovani e delle famiglie

Antonio Pignataro, consulente del Dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio, ha ricevuto a Campobasso il premio “Ambasciatore di Gentilezza 2026”. Un riconoscimento che Pignataro ha voluto dedicare al lavoro dei magistrati impegnati ogni giorno nelle decisioni in materia di droga, sottolineando l’importanza di un approccio fondato su equilibrio, rigore e consapevolezza delle ricadute sociali delle sentenze.

Nel suo intervento, Pignataro ha rivolto un pensiero a quei magistrati che, ha detto, operano “con saggezza, spirito di giustizia e grande equilibrio”, nella consapevolezza che ogni decisione può incidere concretamente sulla vita dei più giovani, delle loro famiglie e, più in generale, sulla tutela della salute pubblica.

“Dedico questo premio al lavoro di quei magistrati che ogni giorno con saggezza, spirito di giustizia e con grande equilibrio assumono decisioni in materia di droga nella consapevolezza di poter incidere concretamente sulla vita dei più giovani, delle loro famiglie e a favore della salute pubblica, senza emettere sentenze viziate dall’ideologia politica o dal pregiudizio”, ha dichiarato Pignataro durante la cerimonia.

Il consulente del governo ha poi espresso una netta critica nei confronti di quelle che ha definito sentenze orientate ideologicamente o caratterizzate da un “retrogusto politico”. Secondo Pignataro, quando nelle decisioni giudiziarie vengono meno il rigore, l’equilibrio e la piena consapevolezza delle conseguenze sociali, il rischio è quello di indebolire la protezione delle persone più fragili.

“Quando vengono meno il rigore, l’equilibrio e la piena consapevolezza delle ricadute sociali delle sentenze — ha affermato — il rischio più grande è quello di indebolire la tutela dei più fragili e di lasciare indifesi i giovani e le loro famiglie”.

Nel suo intervento, Pignataro ha richiamato anche la necessità di un impegno collettivo contro le dipendenze, facendo riferimento alla strada indicata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’obiettivo, ha sottolineato, deve essere quello di prevenire e curare le dipendenze, tutelando e recuperando i giovani attraverso uno sforzo corale che coinvolga istituzioni, famiglie, scuola e società civile.

Il consulente del Dipartimento antidroga ha inoltre citato Papa Leone XIV, ricordando la sua ferma condanna del mercato della droga, definito come un’attività disumana che lucra sulla disperazione altrui. Da qui l’appello a offrire ai giovani non solo strumenti di prevenzione e recupero, ma anche un forte sostegno umano e spirituale.

Il premio “Ambasciatore di Gentilezza 2026” diventa così, nelle parole di Pignataro, l’occasione per ribadire la centralità della lotta alla droga come questione sociale, sanitaria, educativa e giudiziaria. Una battaglia che, secondo il consulente del governo, non può essere affrontata con pregiudizi o contrapposizioni ideologiche, ma richiede equilibrio, responsabilità e attenzione concreta verso le nuove generazioni.