Flacks: “Ex Ilva a Jindal? Scelta difficile da comprendere”

Scritto il 10/07/2026
da Redazione

Il gruppo Flacks interviene sulle indiscrezioni circolate nelle ultime ore riguardo al futuro dell’ex Ilva, esprimendo preoccupazione per “la diffusione di dettagli relativi a una procedura di gara che risulta ancora formalmente aperta”.

A firmare la nota è il presidente Michael Flacks, che richiama l’attenzione sulla necessità di garantire trasparenza e parità di trattamento tra tutti i soggetti coinvolti. «È preoccupante che vengano diffuse ricostruzioni così dettagliate su una procedura competitiva non ancora conclusa, con il rischio di comprometterne la trasparenza e il principio della parità di trattamento tra tutti i partecipanti», afferma.

Il presidente del fondo si sofferma anche sulle ipotesi riportate dagli organi di stampa, osservando che, se dovessero essere confermate, sarebbe legittimo interrogarsi sull’opportunità di destinare oltre due miliardi di euro di risorse pubbliche a un progetto che, secondo quanto emerso, prevedrebbe migliaia di esuberi, un ridimensionamento dello stabilimento di Taranto e una drastica riduzione delle dimensioni del gruppo siderurgico.

Flacks esprime inoltre perplessità sulla prospettata delocalizzazione in Oman di una parte ritenuta strategica della produzione. A suo giudizio, trasferire un segmento fondamentale della filiera dell’acciaio fuori dall’Europa, in un contesto di crescente instabilità geopolitica, rischierebbe di entrare in contrasto con l’obiettivo dell’Unione europea di rafforzare l’autonomia industriale e la sicurezza delle catene di approvvigionamento.

Il fondo americano ribadisce infine di essere al lavoro su un piano di rilancio industriale sviluppato insieme a partner come Metinvest Adria e Danieli. «L’Italia non ha bisogno di una mini-Ilva, ma di un grande polo siderurgico moderno e competitivo a livello internazionale», conclude Michael Flacks.