Fabio Margilio invita la Regione ad allineare il nuovo regolamento sull’assistenza domiciliare al Piano nazionale 2025-2027. In arrivo oltre 140 milioni di euro per la Puglia
La recente approvazione del Piano nazionale per la Non Autosufficienza 2025-2027 apre per la Puglia una «grande opportunità» per ripensare l’assistenza alle persone fragili. Il Fondo triennale nazionale, da oltre 3 miliardi complessivi, riserva alla regione più di 140 milioni (42 milioni nel 2025, 43 nel 2026 e 55 nel 2027), a cui si aggiungono circa 19 milioni annui per i Livelli Essenziali di Prestazioni (LEP) e quasi 4 milioni l’anno per i Punti Unici di Accesso (PUA).
Per Fabio Margilio, presidente di Aiop Puglia (Associazione Italiana Ospedalità Privata), il Piano segna «un vero e proprio cambio di paradigma» fondato sulla presa in carico multidimensionale e sul superamento della tradizionale separazione tra sanitario e sociale. «Per la Puglia questa è un’opportunità straordinaria — afferma Margilio — ma giunge in un momento cruciale: la Regione sta per approvare il nuovo regolamento per l’assistenza domiciliare e non può prescindere dalle indicazioni nazionali».
Margilio sottolinea che i contenuti del Piano erano noti alle amministrazioni regionali già dopo l’intesa in Conferenza Unificata del 20 aprile: «Sarebbe grave e controproducente se la nuova disciplina regionale nascesse slegata dal quadro nazionale. Altrimenti rischieremmo di approvare oggi un modello organizzativo già superato, che domani richiederebbe modifiche e riscritture». La preoccupazione è che compartimenti stagni fra sanitario e sociale ostacolino la risposta all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle cronicità.
Un altro punto centrale è il superamento della contrapposizione fra domiciliarità e residenzialità. «Per anni domiciliarità e residenzialità sono state presentate erroneamente come alternative — continua Margilio —. Il futuro dell’assistenza passa invece dalla loro integrazione. Le RSA e le strutture socio-sanitarie restano componenti insostituibili della rete territoriale, offrendo competenze professionali, continuità assistenziale, supporto specialistico e servizi di sollievo per le famiglie».
Il Piano nazionale mette inoltre al centro i Punti Unici di Accesso: per la Puglia è previsto il finanziamento di 96 nuove unità professionali dedicate ai PUA, viste come snodi essenziali per la presa in carico integrata degli utenti.
Per Aiop Puglia la sfida non sarà solo spendere le risorse, ma impiegarle per costruire «un modello moderno, flessibile e sostenibile», valorizzando competenze sia pubbliche sia del privato accreditato. «La differenza non la farà la quantità dei finanziamenti, ma la qualità delle scelte che saremo capaci di compiere oggi», conclude Margilio, assicurando la disponibilità dell’associazione a collaborare «all’interno di una rete integrata e coordinata».
L’avvio operativo del Piano e l’armonizzazione del nuovo regolamento regionale saranno quindi determinanti per tradurre gli investimenti in risposte concrete: servizi domiciliari rafforzati, strutture residenziali integrate e PUA efficienti che insieme possano garantire percorsi di cura più coordinati e centrati sulla persona.

