La Guardia Costiera ha impedito la vendita di circa 920 chilogrammi di mitili privi di tracciabilità. Sanzioni e sequestri nel corso di due distinti controlli
Quasi una tonnellata di cozze destinata al mercato senza le necessarie garanzie di sicurezza e tracciabilità è stata sequestrata dalla Guardia Costiera nel corso di una serie di controlli effettuati tra Bari e Bitonto.
L’operazione, condotta dal personale della Sezione di Polizia Marittima della Capitaneria di Porto di Bari, rientra nelle attività di contrasto alla commercializzazione illegale dei prodotti ittici e ha consentito di bloccare la distribuzione di circa 920 chilogrammi di mitili prima che arrivassero sulle tavole dei consumatori.
Fermato un carico di 600 chili a Bari
Il primo intervento è stato effettuato lungo la rete stradale del capoluogo pugliese, dove i militari hanno fermato un veicolo utilizzato per il trasporto di un ingente quantitativo di mitili destinati alla vendita.
Gli accertamenti hanno evidenziato che circa 600 chilogrammi di prodotto provenivano da attività di pesca non professionale e risultavano privi della documentazione prevista dalla normativa sulla tracciabilità alimentare.
Per il responsabile è scattata una sanzione amministrativa di 4 mila euro, mentre l’intero carico è stato posto sotto sequestro.
Altri 320 chili sequestrati in una pescheria
I controlli sono proseguiti nella mattinata successiva a Bitonto, dove gli uomini della Guardia Costiera hanno effettuato un’ispezione all’interno di una pescheria.
Anche in questo caso sono emerse irregolarità nella documentazione di accompagnamento del prodotto. All’interno dell’attività commerciale sono stati sequestrati ulteriori 320 chilogrammi di mitili privi delle certificazioni richieste dalla normativa di settore.
Cozze probabilmente provenienti dal Tarantino
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i mitili sequestrati sarebbero riconducibili con ogni probabilità ad allevamenti dell’area di Taranto.
Il prodotto, non potendo essere immesso sul mercato in assenza delle necessarie garanzie sanitarie e di tracciabilità, è stato sottoposto alle procedure previste dalla legge e successivamente distrutto presso impianti autorizzati.
Sicurezza alimentare e tutela del mercato
La Guardia Costiera sottolinea come il fenomeno della commercializzazione illegale dei prodotti ittici rappresenti non solo un potenziale rischio per la salute dei consumatori, ma anche un danno economico per gli operatori che rispettano le regole.
L’assenza di controlli e certificazioni altera il mercato e penalizza le imprese che operano nel rispetto delle norme sanitarie e commerciali.
Le attività di vigilanza proseguiranno nelle prossime settimane con l’obiettivo di garantire la tutela delle risorse marine, la sicurezza alimentare e la regolarità della filiera ittica.

