Fondi pubblici per usi personali, tra indagati anche direttore generale Puglia Promozione

Scritto il 03/06/2026
da Ilaria Delvino

BARI – Un sequestro preventivo del valore di oltre 1,3 milioni di euro per peculato è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Bari nelle province di Bari e Foggia nei confronti di tre persone: il direttore generale di Pugliapromozione Luca Scandale, l’ex responsabile dell’ufficio paghe e pagamenti dell’Agenzia del Turismo della Regione Puglia, Vito Mastrorosa e l’addetto allo stesso ufficio Nicola Lattarulo. Nell’ambito della stessa inchiesta, nel 2024 e nel 2025, era già stati eseguiti altri tre sequestri del valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro nei confronti di ulteriori indagati, tra lui l’ex dg Matteo Minchillo (poi deceduto) e suo figlio Michele, chef stellato foggiano, ex titolare del ristorante di Crema, il Vitium, chiuso nel giugno 2024.

La guardia di finanza ha ricostruito emolumenti stipendiali e “fuori busta” corrisposti all’ex dg Minchillo “totalmente ingiustificati e macroscopicamente eccedenti quelli dovuti per le mansioni ricoperte e l’inquadramento contrattuale”. I fatti contestati risalgono al periodo comprese tra il 2017 e il 2023. Gli indagati, secondo l’accusa, “avrebbero sistematicamente dirottato denaro pubblico per oltre 2,5 milioni di euro, di cui avevano il possesso per motivi inerenti al proprio ufficio, appropriandosene per finalità di natura esclusivamente personale”.

Complessivamente gli indagati sono tredici, di cui 4 pubblici ufficiali, tutti destinatari di sequestri, compresi familiari e privati, i quali, “nella consapevolezza della provenienza illecita del denaro, – spiegano gli investigatori – avrebbero contribuito a ripulire le somme a loro accreditate, nonché a reimpiegare i beni strumentali acquistati con i soldi pubblici in attività economiche”.

Secondo il gip che ha firmato il provvedimento di sequestro Antonella Cafagna, “il meccanismo appariva connotato da un modus operandi consolidato, di cui gli indagati erano protagonisti consapevoli: essi, tutti dotati di credenziali dispositive del conto di tesoreria dell’ente, disponevano materialmente i pagamenti, inserivano le voci indebite nelle buste paga e autorizzavano i bonifici”.