Il primo cittadino: “Non dimentichiamo quando Aurelio De Laurentiis definì il nostro Bari una “seconda squadra”. San Nicola? Valuti alternative in Puglia”
Si alza ulteriormente il livello dello scontro istituzionale tra il Comune di Bari e la proprietà della Bari. Dopo la PEC inviata dal presidente biancorosso Luigi De Laurentiis, è arrivata la risposta ufficiale del sindaco Vito Leccese, che usa toni durissimi nei confronti della proprietà del club.
Attraverso una lettera, Leccese accusa apertamente De Laurentiis di mostrarsi “estraneo rispetto alla città” e “completamente indisponibile a un confronto con l’amministrazione comunale”.
“Mi spiace molto trovare, nei toni e nei modi della Sua risposta, conferma di ciò che molti sospettavano”, scrive il sindaco, sottolineando di non parlare “da tifoso deluso”, ma da rappresentante della comunità e responsabile dello Stadio San Nicola.
“Dal 2028 questa proprietà non potrà più gestire il Bari”
Uno dei passaggi più forti della replica riguarda il tema multiproprietà. Leccese ricorda infatti che, dal 2028, la famiglia De Laurentiis non potrà più detenere contemporaneamente il Bari e il Napoli. “Le norme federali, e non il sindaco di Bari, impongono l’alienazione di questo asset”, scrive il primo cittadino, rispondendo direttamente alla definizione utilizzata da De Laurentiis nella propria PEC. Poi l’affondo: “Non è dunque inusuale che io mi interessi alla vendita del Bari. È inusuale, piuttosto, che non se ne interessi Lei”.
Il riferimento alla retrocessione e alle parole di Aurelio De Laurentiis
Il sindaco entra anche nel merito del clima creatosi dopo la retrocessione in Serie C, spiegando che non può essere ignorato “il contesto” in cui arriva la richiesta di concessione dello stadio. Leccese cita apertamente il rapporto incrinato tra proprietà e tifoseria, ricordando “i lunghissimi quaranta giorni dopo l’11 giugno 2023” e richiamando anche le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis, che pubblicamente definì il Bari una “seconda squadra”. “Quelle parole non le ho dimenticate. E non le hanno dimenticate i baresi”, scrive il sindaco.
“Serve un piano industriale serio”
Nella parte finale della lettera, Leccese chiede formalmente alla proprietà un progetto chiaro per il futuro del club. “Le chiedo un piano industriale serio, che guardi almeno all’orizzonte quinquennale della concessione”, si legge nel documento, con una domanda precisa rivolta a De Laurentiis: “Cosa intende fare della SSC Bari dopo il 30 giugno 2028?”. Il sindaco aggiunge che, se non esiste una risposta o non si vuole renderla pubblica, “è giusto che questa città lo sappia adesso, non quando sarà troppo tardi”.
Il nodo San Nicola
Leccese affronta anche il tema dello stadio e della disponibilità dell’impianto per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C. Secondo il sindaco, la normativa non obbliga il Bari a indicare necessariamente il San Nicola come campo casalingo e suggerisce alla società di valutare “soluzioni alternative” in Puglia per evitare rischi legati all’iscrizione. “Non sarei disposto ad assumermi responsabilità che non mi appartengono”, scrive Leccese, prima della chiusura più simbolica dell’intera lettera:
“Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città”.
Uno scontro ormai apertissimo che segna uno dei momenti più tesi nel rapporto tra il Comune di Bari e la proprietà biancorossa, con il futuro del club che continua ad alimentare preoccupazioni e divisioni all’interno della piazza barese.

