Si sarebbe assicurato “una sorta di stipendio aggiuntivo” intascando tangenti secondo un sistema consolidato il funzionario comunale di Martina Franca Antonio Raguso, al centro delle indagini sulla presunta corruzione in diversi appalti. È quanto sostenuto dal GIP Rita Romano nell’ordinanza di applicazione di misure cautelari con cui sono stati posti agli arresti domiciliari tre indagati (tra cui lo stesso Raguso, nonostante il PM avesse chiesto la custodia in carcere nei suoi confronti), mentre altri due sono stati raggiunti da provvedimenti interdittivi.
La ricostruzione del GIP
Il quadro tracciato dal Magistrato rivelerebbe un contesto di “diffusa e sistematica corrutela” in relazione all’affidamento diretto di lavori e servizi in cui avrebbero agito Raguso, assistito dagli avvocati Enrico Pellegrini e Luigi Palmieri, e gli imprenditori Emil Costin Ragulea, Cosimo Caliandro e Giuseppe Fornaio, difesi rispettivamente dai legali Paola Perrone, Rosa Alba Balestra e Gaetano Vitale. I tre, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, si sarebbero giudicati opere di manutenzione del verde pubblico versando presunte tangenti.
L’inchiesta ha coinvolto anche Fernando Rinaldi, assistito dall’avvocato Donato Antonio Muschio Schiavone e interdetto per un anno dall’esercizio della professione forense, il quale si sarebbe impegnato ad avvicinare personalità di vertice della Camera di Commercio dietro compenso. Le misure cautelari sono state giustificate dal Giudice per le Indagini Preliminari con il rischio di reiterazione del reato. Gli atti di indagine rivelerebbero l’esistenza di un presunto accordo illecito tra Raguso e i tre imprenditori coinvolti rivolto alla commissione di delitti di corruzione.
Il presunto sistema corruttivo, sostiene il Magistrato, avrebbe sgominato “la concorrenza delle altre imprese” e creato “gravi danni economici alla pubblica amministrazione oltre che al locale contesto imprenditoriale”. Nei confronti di Giuseppe Fornaio, assistito dall’avvocato Gaetano Vitale, il GIP ha disposto il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno, per via della minore gravità degli addebiti. Rigettata, invece, la richiesta di custodia cautelare nei confronti di Romina De Matteis, per cui non sussisterebbero gravi indizi di colpevolezza.

